È durata meno di un quarto d’ora la riunione del Consiglio dei ministri chiamata a varare il nuovo intervento sui carburanti. All’indomani del vertice di maggioranza presieduto da Giorgia Meloni, il governo ha approvato il decreto sulle accise che consente di prorogare fino al 5 settembre lo sconto sul gasolio, già in vigore e pari a circa 17 centesimi al litro.
Il provvedimento arriva in un momento particolarmente delicato per gli automobilisti. In alcune zone d’Italia, infatti, il prezzo del carburante ha raggiunto livelli prossimi ai 3 euro al litro, alimentando la preoccupazione per l’impatto del caro-rifornimenti sui bilanci di famiglie e imprese.
La misura approvata dal governo ha però un carattere temporaneo. L’obiettivo dichiarato è intervenire nell’immediato, in attesa di una soluzione più ampia e strutturale, che dovrà essere definita nelle prossime settimane.
Un provvedimento ponte da 130 milioni
Il nuovo decreto mantiene quindi per pochi giorni l’attuale riduzione delle accise sul gasolio. Contestualmente viene esteso, per lo stesso periodo, anche il credito d’imposta destinato alle imprese di autotrasporto.
Il costo complessivo dell’operazione è stimato in circa 130 milioni di euro.
Il governo punta nel frattempo a mettere a punto un intervento più consistente, che dovrebbe essere calibrato anche in funzione delle fasce di reddito, così da concentrare maggiormente il sostegno sulle famiglie che risentono maggiormente dell’aumento dei prezzi.
Per finanziare la proroga è stato previsto un meccanismo di anticipo dell’acconto delle tasse sui dividendi dei grandi gruppi energetici.
Le opposizioni: misura insufficiente
La decisione dell’esecutivo non ha però placato lo scontro politico. Le opposizioni considerano infatti insufficiente l’intervento, giudicandolo troppo limitato rispetto alla portata del problema.
Il Movimento 5 Stelle e il Partito democratico hanno contestato soprattutto la dimensione delle risorse messe in campo. Al centro delle critiche c’è la scelta di puntare su una proroga temporanea anziché su un intervento strutturale capace di incidere maggiormente sul prezzo alla pompa.
Il tema si intreccia inoltre con quello delle spese militari e delle risorse destinate alla difesa, utilizzato dalle opposizioni per evidenziare le diverse priorità che, a loro giudizio, il governo avrebbe scelto di adottare.
Il nodo degli extraprofitti divide la maggioranza
Ma la partita più delicata si gioca all’interno della stessa maggioranza. Il tema sul quale restano profonde distanze è quello della tassazione degli extraprofitti, in particolare degli utili realizzati dal settore bancario.
La Lega continua a considerare questa strada una possibile fonte di finanziamento per ottenere una riduzione delle accise più significativa. Forza Italia, invece, resta contraria a nuove tasse e ha più volte escluso l’ipotesi di introdurre un prelievo sugli extraprofitti.
Una posizione che ha riportato al centro delle polemiche il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani, contrario a una misura che considera incompatibile con la propria impostazione economica.
Dal fronte leghista è arrivata una nuova pressione attraverso il senatore Claudio Borghi Aquilini, che ha posto il tema della scelta tra un maggiore prelievo su banche e grandi gruppi e il ricorso a nuovo deficit. La replica di Forza Italia è stata altrettanto netta, con il portavoce nazionale Raffaele Nevi che ha ribadito la contrarietà del partito a nuove forme di tassazione.
Secondo Forza Italia, eventuali risorse aggiuntive dovrebbero essere individuate attraverso il dialogo con i soggetti economici interessati, senza ricorrere a misure fiscali considerate penalizzanti per cittadini e imprese.
Il confronto rinviato a settembre
La proroga approvata dal governo consente dunque di guadagnare qualche giorno, ma non risolve il problema alla radice. La questione delle accise e, soprattutto, quella delle risorse necessarie per un intervento più consistente torneranno al centro del confronto politico a settembre.
Il governo dovrà infatti affrontare un autunno già denso di appuntamenti e caratterizzato anche dalle tensioni tra le diverse componenti della maggioranza.
Il decreto approvato nelle scorse ore rappresenta quindi soprattutto una soluzione temporanea: permette di mantenere ancora per qualche giorno lo sconto sul gasolio, mentre resta da definire quale sarà la strategia strutturale per contrastare il caro-carburanti e chi dovrà sostenerne il costo.













