MILANO – Le piogge estreme stanno diventando sempre più frequenti in Italia, con grandi quantità d’acqua concentrate in pochi minuti e in aree ristrette. In alcune zone, gli episodi sono raddoppiati rispetto a 35 anni fa. Lo evidenzia uno studio internazionale guidato dall’Università di Milano. Hanno collaborato anche l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Cnr di Bologna e la società milanese Rse.
I dati mostrano che i temporali estremi colpiscono soprattutto in estate e autunno. Nelle prealpi tra Piemonte e Valle d’Aosta, in Lombardia e in Alto Adige, gli episodi estivi sono passati da circa 10 a oltre 20 all’anno. In autunno, l’aumento si concentra sulle coste della Liguria, del Mar Ionio e della Sardegna, dove i 2-3 episodi tipici sono diventati più di 10.
«La ricerca aiuta a capire gli effetti del cambiamento climatico sulle precipitazioni estreme e supporta le politiche di protezione civile e la pianificazione delle infrastrutture», spiega Francesco Cavalleri. L’analisi ha utilizzato dati ad alta risoluzione dal 1986 al 2022, migliorando la valutazione dei rischi idrogeologici, secondo Maurizio Maugeri.













