Lavoro nero nel Varesotto, raffica di controlli: 46 irregolari scoperti

Guardia di Finanza in azione in tutta la provincia: sospese 15 attività e sanzioni per oltre 177mila euro

VARESE – Prosegue senza sosta l’azione della Guardia di Finanza a tutela della legalità economica nel territorio varesino. Nei primi mesi del 2026 i controlli sono stati intensificati su tutta la provincia, portando alla luce un quadro preoccupante sul fronte del lavoro sommerso.

Il bilancio parla chiaro: 32 lavoratori completamente in nero e altri 14 impiegati in modo irregolare, per un totale di 46 posizioni non conformi alla normativa.

Controlli diffusi in tutta la provincia

Le verifiche hanno interessato numerosi comuni, tra cui Gazzada Schianno, Buguggiate, Tradate, Saronno, Malnate, Cantello, Busto Arsizio, Vizzola Ticino, Luino, Gallarate, Vergiate, Sesto Calende e Cassano Magnago.

Nel mirino dei finanzieri diverse attività economiche: dal commercio al dettaglio alla ristorazione, dal trasporto merci alle autorimesse, fino al lavaggio auto e al commercio ambulante.

Un’azione capillare che evidenzia come il fenomeno del lavoro irregolare sia trasversale a più settori.

Irregolarità diffuse e casi gravi

Tra i lavoratori individuati figurano 15 italiani e 31 stranieri, provenienti da diversi Paesi. In tre casi si tratta di persone prive di regolare permesso di soggiorno.

Emerso anche un episodio particolarmente significativo: un lavoratore in nero che percepiva il reddito di cittadinanza è stato segnalato all’Autorità giudiziaria e all’INPS, con conseguente revoca del beneficio e richiesta di restituzione delle somme.

Attività sospese e sanzioni

In 15 interventi è scattata la sospensione dell’attività imprenditoriale, a seguito della presenza di una quota di lavoratori in nero pari o superiore al 10% della forza lavoro.

In tre casi i datori di lavoro hanno provveduto al pagamento immediato delle sanzioni, ottenendo la revoca del provvedimento.

Le violazioni accertate hanno portato a sanzioni amministrative per oltre 177mila euro, a cui si aggiunge il recupero dei contributi previdenziali e assicurativi non versati.

Tutela dei lavoratori e concorrenza

L’operazione si inserisce in una strategia più ampia di contrasto all’illegalità economica e alle distorsioni della concorrenza.

Il lavoro nero, oltre a penalizzare le imprese che rispettano le regole, espone i lavoratori a rischi concreti, privandoli di tutele fondamentali come coperture assicurative e contributi previdenziali.

Un fenomeno che, ancora una volta, emerge con numeri significativi e che resta una delle principali criticità del tessuto economico locale.