Il progetto della ciclabile di viale Belforte è approdato in commissione Attività produttive e ha certificato uno scontro ormai evidente a Varese. Da una parte associazioni di categoria e opposizioni, che chiedono di fermarsi e ripensare l’intervento; dall’altra l’amministrazione comunale, che ha chiarito di non avere alcuna intenzione di modificare il progetto, anche perché i lavori sono già a uno stato avanzato di esecuzione.
Le critiche di commercianti e categorie
Le associazioni di categoria hanno ribadito timori concreti per l’impatto sul tessuto economico della zona. Confcommercio Ascom Varese ha parlato di difficoltà operative, rischio di chiusure e perdita di posti di lavoro, sottolineando come il cambio di viabilità in tutto il comparto stia mettendo in crisi diverse attività. Federfarma Varese ha contestato l’utilità dell’opera, richiamando l’esperienza di altre ciclabili cittadine poco utilizzate, mentre Confesercenti ha portato dati su un calo di fatturato del 20% durante il periodo natalizio nella zona interessata dai cantieri.
Il nodo, per le categorie, non è l’opposizione alle piste ciclabili in sé, ma la scelta di realizzarne una in un’arteria come viale Belforte, ritenuta inadatta e destinata soprattutto ad aumentare code, tempi di percorrenza e inquinamento.
Le opposizioni: “Fermarsi si può ancora”
Sul fronte politico, le opposizioni si sono mostrate compatte nel chiedere uno stop. Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Lombardia Ideale e Per una grande Varese hanno parlato di un’opera calata dall’alto, priva di reale confronto con chi vive e lavora nel quartiere, e hanno invitato la giunta a fermarsi per limitare i danni. L’appello comune è stato quello di rivedere la progettualità, anche a cantiere avviato.
La risposta dell’amministrazione
La giunta ha respinto le critiche. La vicesindaca Ivana Perusin e l’assessore ai lavori pubblici Andrea Civati hanno richiamato studi di viabilità e simulazioni dei flussi di traffico, sostenendo che l’obiettivo è snellire la circolazione e aumentare la sicurezza di pedoni e ciclisti. I disagi attuali vengono letti come temporanei e legati alla fase di cantiere.
Il sindaco Davide Galimberti ha inquadrato la ciclabile all’interno di una strategia più ampia di rigenerazione urbana che riguarda viale Belforte, l’area dell’ex macello e il quartiere di Biumo, ribadendo che la revisione della viabilità non rappresenta un ritorno al passato ma un’evoluzione del sistema cittadino.
Una scelta che divide la città
Al di là delle spiegazioni tecniche, il quadro politico appare chiaro: il Comune andrà avanti, senza ripensamenti sostanziali. Una posizione che lascia però il sindaco in una situazione politicamente scomoda, stretto tra la difesa di una scelta ormai irreversibile e una città che manifesta una contrarietà sempre più netta.
Il punto più contestato resta il rapporto costi-benefici. A fronte di gravi problemi di viabilità, code negli orari di punta e difficoltà di accesso per residenti e commercianti, i vantaggi vengono giudicati discutibili: una pista ciclabile di poche centinaia di metri, che rischia di restare sottoutilizzata, come altre già realizzate negli ultimi anni.
Il rischio per il Comune di Varese è quello di insistere su una scelta percepita come ideologica e poco condivisa, alimentando una frattura con una parte consistente della cittadinanza e del mondo economico locale. Una frattura che, con i lavori ormai avviati, appare difficile da ricomporre.













