MILANO – Il congresso provinciale della Lega di Varese è convocato per domenica, ma potrebbe essere cancellato a meno di quarantotto ore dal voto. Tutto dipenderà dal Consiglio federale riunito oggi, venerdì 6 novembre, alle 15 nella sede di via Bellerio.
Sul tavolo non ci sono soltanto il nuovo simbolo e gli assetti nazionali del partito. L’ipotesi più dirompente è il commissariamento della Lega Lombarda, oggi guidata da Massimiliano Romeo, principale esponente del fronte nordista che ha contestato la linea di Matteo Salvini.
La decisione rappresenterebbe un colpo diretto al gruppo che, durante il recente congresso federale, ha sostenuto la candidatura alternativa di Massimo Garavaglia. Potrebbe inoltre produrre un effetto immediato sulle assise provinciali già convocate in Lombardia, a partire da quella varesina. Al momento si tratta comunque di indiscrezioni non confermate.
Il congresso di Albizzate appeso al Federale
Domenica, alla Sala Piotti di Albizzate, i militanti varesini dovrebbero scegliere tra il segretario uscente Andrea Cassani, sindaco di Gallarate, e lo sfidante Mirko Reto, sindaco di Casciago.
Cassani aveva sostenuto Garavaglia nella corsa alla segreteria federale ed è considerato vicino all’ala più autonomista e nordista del movimento. Reto si presenta invece come candidato del cambiamento e raccoglie consensi anche nell’area più vicina alla leadership salviniana.
A presiedere il congresso dovrebbe essere proprio Romeo. Se il Consiglio federale decidesse di commissariare la struttura regionale, l’assise potrebbe però essere rinviata o annullata, con la conseguente nomina di un commissario anche a livello provinciale.
Lo stesso scenario potrebbe riguardare i congressi di Bergamo e Brescia, in programma il 22 novembre. Anche i segretari uscenti Fabrizio Sala e Roberta Sisti avevano appoggiato Garavaglia contro Salvini.
Romeo sotto attacco anche al Senato
La partita lombarda si intreccia con quella parlamentare. La grande maggioranza dei senatori leghisti ha sottoscritto una richiesta per sostituire Romeo nel ruolo di capogruppo a Palazzo Madama.
Le ricostruzioni più recenti parlano di 25 firme su 29 senatori, un numero sufficiente a rendere politicamente segnata la sua permanenza. La decisione formale spetterà comunque all’assemblea del gruppo. Per la successione viene indicato soprattutto il senatore friulano Marco Dreosto.
Il presidente della Lombardia Attilio Fontana, schierato a difesa di Romeo, ha interpretato la raccolta delle firme come una rappresaglia successiva al congresso, ricordando che erano state promesse unità e assenza di regolamenti di conti.
Romeo, da parte sua, non sembrerebbe intenzionato a dimettersi spontaneamente. L’assemblea dei senatori potrebbe essere convocata martedì sera, ma la gestione del passaggio resta delicata perché spetta allo stesso capogruppo riunire i parlamentari.
Il nuovo simbolo e la segreteria politica
Il Consiglio federale dovrà ratificare anche il nuovo simbolo del movimento: scompare la dicitura “Lega per Salvini Premier”, sostituita da “Lega Italia Federale”.
La modifica arriva dopo un congresso nel quale è stata approvata la creazione di una segreteria politica composta da un massimo di nove membri, nominati dal segretario federale, e della nuova figura del coordinatore delle segreterie regionali. Per quest’ultimo incarico circola il nome del vicesegretario Andrea Crippa.
Non è però certo che Salvini presenti già oggi l’intera squadra politica. Tra i nomi indicati nelle scorse settimane figuravano Luca Zaia, Giancarlo Giorgetti, Claudio Durigon e Silvia Sardone, ma lo scontro su Romeo potrebbe spingere alcuni esponenti del fronte nordista a non accettare incarichi.
Il timore di una resa dei conti
La tensione nasce dal confronto aperto durante il congresso federale tra la linea nazionale di Salvini e chi chiedeva un ritorno più marcato ai temi del Nord, maggiore autonomia per i territori e una gestione collegiale del partito.
Il segretario bergamasco Fabrizio Sala ha definito la sfiducia a Romeo una scelta che «non va nel segno dell’unità». Nelle province chiamate al voto cresce quindi il timore che il commissariamento possa diventare lo strumento per fermare la riconferma dei dirigenti che avevano sostenuto Garavaglia.
Il verdetto di via Bellerio avrà così un’immediata ricaduta sul Varesotto: entro poche ore si saprà se domenica i militanti potranno scegliere il proprio segretario oppure se la sfida tra Cassani e Reto verrà fermata prima ancora del voto.













