Scegliere una combinazione di lettere e numeri per rendere la propria auto riconoscibile anche dalla targa: in Italia potrebbe diventare presto una possibilità concreta. Il governo è tornato sul progetto delle targhe personalizzate in occasione della presentazione della manovra 2027. «La creatività degli italiani qui potrebbe farsi valere», ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rilanciando una proposta che da anni attende di diventare operativa.
L’idea non è nuova: una prima previsione normativa risale al 2002, ma finora non ha trovato applicazione pratica. Ora il progetto torna al centro del dibattito, anche se per gli automobilisti restano diversi aspetti da chiarire, dai costi alle procedure per ottenere una targa su misura.
Quanto costeranno le targhe personalizzate?
Le tariffe indicate nel progetto sono di 600 euro per le automobili e 360 euro per le motociclette.
Per le auto, il costo di base previsto è di 500 euro per la coppia di targhe, anteriore e posteriore, a cui si aggiunge una maggiorazione del 20%, pari a 100 euro, destinata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per le moto, invece, si parte da 300 euro, con altri 60 euro di maggiorazione.
Si tratta degli importi previsti per la personalizzazione, ai quali potrebbero aggiungersi eventuali spese legate alle pratiche di immatricolazione o reimmatricolazione.
La scelta sarà facoltativa: chi non vorrà una combinazione personalizzata potrà continuare a utilizzare le targhe assegnate attraverso la procedura ordinaria.
Chi potrà richiederle, anche per un’auto già immatricolata?
La proposta è rivolta ai proprietari che desiderano scegliere una particolare combinazione alfanumerica, ma le modalità di accesso al servizio devono ancora essere definite.
Per le auto nuove, la personalizzazione potrebbe essere richiesta durante la procedura di immatricolazione. Più incerta, invece, la situazione dei veicoli già in circolazione.
Secondo l’interpretazione riportata dall’Automobile Club d’Italia, la sostituzione potrebbe essere consentita in occasione di una reimmatricolazione dovuta, per esempio, al furto, allo smarrimento o al deterioramento delle targhe. Non è ancora chiaro, invece, se sarà possibile sostituire una targa perfettamente valida soltanto per ottenere una combinazione diversa.
Per conoscere le condizioni definitive bisognerà attendere le disposizioni che renderanno operativo il sistema.
Nomi, iniziali e numeri: quali combinazioni saranno ammesse?
Uno degli aspetti più attesi riguarda la libertà di scelta. La normativa del 2002 manteneva lo schema tradizionale delle targhe italiane, composto da due lettere, tre numeri e altre due lettere. Il nuovo progetto sembra aprire a una maggiore flessibilità, ma non è ancora stato chiarito quali combinazioni saranno effettivamente consentite.
Per ora, quindi, non è possibile dare per certa la possibilità di inserire il proprio nome per esteso, una data importante o qualsiasi parola a scelta.
Le regole applicative dovranno stabilire il numero di caratteri, la struttura delle targhe e i limiti della personalizzazione. Dovranno inoltre essere previste restrizioni per evitare combinazioni offensive, ambigue o fuorvianti, oltre alla duplicazione di targhe già assegnate.
Resterà fondamentale garantire la leggibilità e la corretta identificazione dei veicoli, requisiti indispensabili per i controlli su strada.
Quando partirà il servizio?
L’annuncio contenuto nella manovra 2027 riapre la prospettiva di un debutto già nel prossimo anno, anticipando il calendario della riforma del Codice della strada, che indicava il 2028.
Non c’è ancora una data ufficiale per l’avvio delle richieste. I tempi dipenderanno dal testo definitivo della misura e dai successivi provvedimenti necessari a disciplinare il servizio.
Prima che gli automobilisti possano scegliere la propria combinazione, dovranno quindi essere chiariti i passaggi amministrativi, le modalità di assegnazione e i criteri con cui verranno valutate le richieste.
La targa personalizzata resterà legata all’auto
C’è infine una distinzione importante per chi immagina di acquistare una combinazione da conservare nel tempo: una targa personalizzata non sarebbe necessariamente associata al proprietario, ma al veicolo.
Secondo la formulazione esaminata dall’Automobile ACI, in caso di vendita dell’auto la targa resterebbe sul mezzo. Non sarebbe quindi possibile trasferirla automaticamente sulla vettura successiva.
Un dettaglio che potrebbe incidere sulla scelta degli automobilisti, soprattutto per chi considera la personalizzazione un elemento distintivo da mantenere anche cambiando automobile.
Il progetto è dunque tornato sul tavolo del governo, ma prima che diventi realtà serviranno regole precise su costi, combinazioni disponibili e procedure. Solo allora sarà possibile capire quanto spazio avranno davvero la fantasia e le preferenze personali degli automobilisti italiani.













