Avviso di conclusione delle indagini per il dirigente e un funzionario dell’Agenzia Formativa della Provincia di Varese, ente pubblico che opera nel settore della formazione professionale.
Il provvedimento è stato notificato dai militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Varese, su disposizione della Procura della Repubblica, al termine di un’attività investigativa delegata dall’autorità giudiziaria.
I due sono indagati, a vario titolo, per omissione di atti d’ufficio, truffa e falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, in relazione a una procedura selettiva bandita dall’ente per l’assegnazione di un incarico di vertice locale.
Curriculum “arricchito” per superare la selezione
Secondo l’ipotesi accusatoria, uno degli indagati avrebbe presentato un curriculum arricchito, attestando titoli ed esperienze professionali che in realtà non sarebbero mai stati conseguiti, con l’obiettivo di superare la selezione per l’incarico.
Le verifiche non effettuate
All’altro indagato, dirigente e incaricato di pubblico servizio, viene invece contestato di non aver effettuato nei tempi previsti i controlli sulle dichiarazioni rese dal candidato.
In particolare, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, non sarebbero stati eseguiti entro trenta giorni gli accertamenti previsti dal Testo unico sulla documentazione amministrativa, nonostante una richiesta formale. Inoltre non sarebbe stato fornito alcun riscontro motivato sul mancato adempimento.
Le attività investigative
Le indagini sono state condotte attraverso l’acquisizione di documentazione amministrativa, l’analisi degli atti interni dell’ente e l’audizione di persone informate sui fatti.
Le attività investigative hanno consentito di ricostruire il contesto nel quale sarebbero maturate le presunte irregolarità nella procedura selettiva.
L’operazione rientra nelle attività svolte dalla Guardia di Finanza a tutela della legalità e della trasparenza nella pubblica amministrazione, con particolare attenzione alla correttezza delle procedure e al rispetto degli obblighi previsti dalla normativa.
Per gli indagati vale la presunzione di innocenza fino all’eventuale condanna definitiva.













