ROMA – La chirurgia italiana rischia di perdere specialisti nei prossimi anni. Al 128° Congresso nazionale della Società Italiana di Chirurgia, in corso a Roma, è stato segnalato che un chirurgo su due ha più di 60 anni e che nel 2026 è rimasto scoperto un terzo dei posti nelle scuole di specializzazione.
Secondo la Sic, entro cinque anni i professionisti prossimi alla pensione potrebbero superare i giovani specialisti. Diverse aree del Paese potrebbero trovarsi senza chirurghi; tra quelle indicate figurano L’Aquila e Udine. La carenza potrebbe rendere più difficile l’accesso alla sala operatoria per un intervento di chirurgia generale su dieci, su circa 650mila operazioni l’anno. La criticità si inserisce in un quadro di domanda di cure chirurgiche attesa in crescita del 12% nei prossimi anni.
La società scientifica chiede interventi urgenti: maggiori tutele giuridiche, più accesso alle nuove tecnologie e incentivi economici. Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha definito la chirurgia un pilastro della sanità pubblica e ha indicato, tra le cause della scarsa attrattività, anche aspetti organizzativi e il contenzioso. Ha ricordato l’impegno per uno scudo penale stabile e lo stanziamento di 120 milioni di euro l’anno per le specializzazioni meno richieste.













