Busto Arsizio: Vorrebbe che il padre smettesse di rivolgergli la parola e, soprattutto, che sparisse dalla sua vista. Ha appena quattordici anni il ragazzo che, davanti al giudice per le indagini preliminari Gianmarco Cantalini, ha raccontato una situazione familiare che sarà ora sottoposta a un’attenta valutazione giudiziaria e peritale.
Le dichiarazioni del minorenne sono state raccolte nell’ambito di un incidente probatorio, procedimento che consente di cristallizzare una testimonianza destinata a poter essere utilizzata nel successivo sviluppo dell’inchiesta. Il ragazzo ha riferito di presunte violenze da parte del padre, un uomo di 63 anni, descritto come particolarmente severo e aggressivo.
A scuola, secondo il racconto del quattordicenne, sarebbero soprattutto i brutti voti a scatenare la reazione del genitore. Ma le presunte punizioni non si fermerebbero ai risultati scolastici: il padre lo avrebbe picchiato anche quando il ragazzo disobbediva o quando si attardava con gli amici invece di dedicarsi allo studio.
Accuse pesanti, che hanno portato all’apertura di un fascicolo per maltrattamenti, coordinato dal pubblico ministero Federica Recanello. L’uomo, assistito dall’avvocato Letizia De Carlo, è al momento indagato e le circostanze riferite dal figlio dovranno essere verificate nell’ambito dell’inchiesta.
Gli episodi contestati sarebbero concentrati nel mese di maggio. Stando alla ricostruzione contenuta nel fascicolo e alle dichiarazioni rese dal minorenne, in più occasioni il padre lo avrebbe colpito con una cintura, arrivando a utilizzare anche un bastone e una spranga.
Tra gli episodi riferiti dal ragazzo ce n’è poi uno particolarmente grave e inquietante: il presunto utilizzo di un coltello arroventato per imprimere una bruciatura sulla mano del figlio. Anche questo racconto dovrà essere sottoposto agli accertamenti necessari per stabilirne l’esatta dinamica e verificarne la fondatezza.
A questo punto assume un ruolo centrale la valutazione del perito psichiatrico, chiamato a esaminare il quattordicenne e a stabilire, tra gli altri aspetti, se disponga delle necessarie capacità sensoriali e percettive, nonché di un’adeguata struttura del pensiero. Dovrà inoltre essere valutata la sua capacità di ricordare gli eventi e riferire quanto accaduto in maniera aderente alla realtà.
Un accertamento particolarmente delicato, considerando l’età del ragazzo e la natura delle accuse.
Le sue dichiarazioni, ora che sono state formalmente raccolte e cristallizzate nell’incidente probatorio, dovranno essere inserite nel più ampio quadro familiare. Nella stessa abitazione vivono infatti, oltre al quattordicenne, il padre, la madre, una sorella di undici anni e altri due fratelli: uno maggiorenne e l’altro di diciassette anni.
Sarà quindi necessario comprendere anche quale sia il clima all’interno della famiglia, quali siano i rapporti tra i suoi componenti e quale ruolo abbiano avuto, o possano avere, eventuali altri familiari rispetto agli episodi denunciati.
Il procedimento è ancora nella fase delle indagini e nessuna responsabilità può essere considerata accertata. Saranno gli ulteriori approfondimenti investigativi e gli accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria a stabilire se le accuse del quattordicenne trovino riscontro e quale sia stata, nel dettaglio, la dinamica dei fatti.













