Quando si parla del futuro dell’ippodromo delle Bettole, a Varese, c’è sempre un’assenza che pesa più delle altre: quella della SVICC. La società proprietaria delle scuderie di via Galdino continua infatti a restare fuori dal confronto pubblico, anche nell’ultima commissione tenuta a Palazzo Estense per discutere della situazione dell’impianto a poche settimane dall’inizio della stagione ippica.
Ed è proprio qui che si concentra il cuore del problema. Lo scorso anno la gestione dell’ippodromo è stata affidata tramite bando alla Varese Turf & Sport, ma il pacchetto non comprendeva le scuderie, rimaste proprietà privata della SVICC. Una separazione che oggi rischia di compromettere l’intero progetto di rilancio.
La società proprietaria dei box ha infatti già notificato gli sfratti ad allenatori e proprietari dei cavalli, con l’obiettivo dichiarato di liberare l’area e avviare un progetto di trasformazione urbanistica previsto dal vecchio PGT. Una prospettiva che preoccupa profondamente il mondo ippico varesino: senza cavalli stanziali e senza strutture di allenamento a ridosso della pista, l’ippodromo rischierebbe di perdere la propria funzione quotidiana.
Durante la commissione, alla quale hanno partecipato esponenti della maggioranza e dell’opposizione, l’assessore allo Sport Stefano Malerba, i rappresentanti del nuovo gestore e diversi operatori del settore, il tema è emerso con forza. Assente invece Guido Borghi, rappresentante della SVICC, invitato ma non collegato nemmeno da remoto.
Nel frattempo i lavori di riqualificazione dell’impianto proseguono. L’amministratore delegato di Varese Turf & Sport, Luigi Rinzivillo, ha confermato gli interventi sulla tribuna rossa e sulla pista, ribadendo l’obiettivo di arrivare pronti all’avvio delle corse previsto per il 10 giugno. Il progetto punta a trasformare le Bettole in un polo sportivo e aggregativo aperto tutto l’anno, con attività legate all’equitazione, eventi culturali, ippoterapia e spazi per le famiglie.
Ma il rilancio si scontra con una domanda cruciale: può esistere un ippodromo senza scuderie? Oggi circa 150 cavalli utilizzano quotidianamente la pista delle Bettole. Se gli animali venissero trasferiti altrove, probabilmente verso Milano, Varese rischierebbe di ritrovarsi con un impianto rinnovato ma privo della sua anima operativa.
Gli allenatori contestano gli sfratti e hanno già affidato la questione ai legali. La loro posizione è chiara: le scuderie non rappresentano un’area dismessa, ma una realtà produttiva ancora viva e attiva. A sostegno di questa tesi viene richiamata anche la recente risposta alle osservazioni della VAS del nuovo PGT, nella quale si evidenzia come la funzione sportiva dell’area sia incompatibile con un forte incremento residenziale.
Anche sul piano politico il dibattito si è acceso. Le opposizioni hanno accusato il Comune di non poter restare spettatore di fronte a una vicenda che riguarda direttamente il futuro dell’ippodromo cittadino. Da Palazzo Estense, però, si ribadisce il limite giuridico dell’intervento pubblico: le scuderie sono proprietà privata e il Comune non può imporre soluzioni unilaterali.
Intanto il tempo corre. Le prime corse sono alle porte, gli operatori attendono risposte e il confronto resta bloccato. Le Bettole si trovano così davanti alla sfida più delicata degli ultimi anni: tentare il rilancio dell’ippica varesina senza perdere quel sistema di scuderie che da oltre ottant’anni rappresenta il motore quotidiano dell’impianto.













