Beko, Magrini: «Da Roma nessuna risposta chiara, Cassinetta resta a rischio»

Beko, Magrini: «Da Roma nessuna risposta chiara, Cassinetta resta a rischio»
La Provincia di Varese chiede dati verificabili su investimenti, commesse e occupazione. Nuovo tavolo territoriale entro venti giorni e prima del prossimo confronto al Ministero.

VARESE – L’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy non ha dissipato le preoccupazioni sul futuro dello stabilimento Beko di Cassinetta di Biandronno. A sostenerlo è il presidente della Provincia di Varese Marco Magrini, che giovedì 8 ottobre ha partecipato al confronto di Roma portando le richieste emerse dal tavolo provinciale sulla crisi aziendale.

«L’incontro non ha fornito risposte chiare e puntuali alle richieste formulate dal territorio di Varese. Le preoccupazioni per il futuro di Cassinetta permangono», afferma Magrini. La Provincia chiede che gli annunci dell’azienda siano trasformati in impegni verificabili e risultati concreti.

Investimenti da verificare

Secondo il presidente della Provincia, rimane una distanza significativa tra quanto dichiarato da Beko e i risultati finora ottenuti. Tra le criticità vengono indicati i ritardi negli investimenti destinati ai nuovi prodotti, i volumi produttivi insufficienti, l’accumulo delle scorte e il ricorso alla cassa integrazione.

«Per ogni investimento vogliamo conoscere le risorse impegnate e quelle effettivamente spese, lo stato di realizzazione, gli eventuali ritardi e le date di entrata in funzione», sottolinea Magrini.

La richiesta è che l’avanzamento dei progetti venga documentato attraverso indicatori puntuali, omogenei e aggiornati periodicamente, così da poterne misurare gli effetti sulla produzione e sull’occupazione. «La conferma generica del piano non può sostituire la sua attuazione».

I dubbi sulle nuove commesse

La Provincia domanda chiarimenti anche sulle prospettive produttive annunciate per Cassinetta. Tra queste figurano una nuova commessa da circa 90mila frigoriferi e la previsione di produrre complessivamente circa 400mila forni a partire dal 2027.

Per Magrini occorre sapere quanti ordini siano stati realmente acquisiti, a quali periodi si riferiscano i volumi, quando partiranno le produzioni e quanto dureranno le commesse. Servono inoltre garanzie sull’incremento netto delle attività, sulla continuità dei modelli già assegnati allo stabilimento e sul futuro della produzione dei forni a microonde.

«La debolezza del mercato europeo non basta a spiegare i risultati di Beko», osserva il presidente. La perdita di quote di mercato segnalata dalla stessa azienda evidenzierebbe anche una difficoltà nel vendere i propri prodotti rispetto alla concorrenza.

Produzione, vendite e cassa integrazione

La Provincia solleva interrogativi anche sulla riorganizzazione delle strutture di marketing e vendita. Dopo il loro ridimensionamento, occorre verificare se il nuovo assetto garantisca competenze adeguate, presenza sui mercati e rapporti efficaci con clienti e distributori.

A Cassinetta, l’accumulo delle scorte e la riduzione dei volumi produttivi dei forni mostrerebbero le conseguenze dello squilibrio tra produzione e vendite: meno giornate lavorate, maggiore ricorso alla cassa integrazione e una conseguente perdita di reddito per i dipendenti.

Un nuovo tavolo entro venti giorni

La Provincia ha chiesto la convocazione di un nuovo incontro del Tavolo territoriale entro venti giorni e comunque prima del prossimo appuntamento al Ministero.

Al Governo viene domandata una verifica stringente sul rispetto degli impegni assunti dall’azienda. «La tutela di Cassinetta riguarda lavoratori, famiglie e imprese dell’indotto: non possiamo accettare che ritardi e risultati commerciali insufficienti continuino a scaricarsi su di loro», conclude Magrini.

Per la Provincia, Beko dovrà essere valutata sulla base di risultati misurabili: investimenti entrati in funzione, prodotti venduti, volumi produttivi garantiti e giornate di lavoro recuperate.

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