TERNATE – Ha tentato di ottenere denaro dalla vittima in cambio della restituzione dei documenti rubati, ma l’incontro concordato per il pagamento si è trasformato in una trappola organizzata dai carabinieri. Un uomo di 47 anni, originario del Centro America, è stato arrestato in flagranza di reato dai militari della Stazione di Ternate con il supporto del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Gallarate.
L’uomo è ritenuto responsabile dei reati di estorsione, ricettazione e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
La richiesta di denaro per riavere i documenti
L’indagine è partita dalla denuncia presentata da un cittadino pakistano, vittima del furto del portafoglio contenente denaro e documenti personali, tra cui il permesso di soggiorno.
Nei giorni successivi al furto, la vittima è stata contattata telefonicamente da una persona che si era dichiarata in possesso dei documenti e che ne proponeva la restituzione dietro il pagamento di 120 euro. Un classico caso di “cavallo di ritorno”, pratica illecita che consiste nel chiedere una somma di denaro per riconsegnare beni precedentemente sottratti.
Il blitz dei carabinieri
Ricevuta la segnalazione, i carabinieri hanno predisposto un servizio di osservazione e pedinamento nel luogo stabilito per lo scambio.
Una volta avvenuta la consegna del denaro, i militari sono intervenuti bloccando il sospettato e procedendo all’arresto in flagranza di reato.
La perquisizione e il ritrovamento della droga
Le successive attività investigative hanno portato i carabinieri a effettuare una perquisizione nell’abitazione dell’arrestato.
All’interno dell’appartamento sono stati rinvenuti circa 15 grammi di MDPV (metilenediossipirovalerone), una sostanza stupefacente sintetica particolarmente potente, oltre a un bilancino di precisione ritenuto utilizzato per il confezionamento delle dosi.
I militari hanno inoltre sequestrato circa 200 euro in contanti, somma considerata compatibile con i proventi dell’attività di spaccio.
L’uomo è stato quindi arrestato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire nel dettaglio la sua attività e verificare eventuali ulteriori responsabilità.













