Ammazzato e sepolto nel bosco Rinviato a giudizio l’amico
Il punto in cui venne ritrovato il corpo sepolto di Roberto Colombo a Cariola, frazione di Casalzuigno

Ammazzato e sepolto nel bosco
Rinviato a giudizio l’amico

Emiliano Cerutti, 36 anni, accusato dell’omicidio di Roberto Colombo a Cariola.Tanti i punti su cui fare chiarezza: dal Dna della vittima a quelle macchie di sangue

CASALZUIGNO - Omicidio Colombo: rinviato a giudizio il presunto assassino. Emiliano Cerutti, 36 anni, comparirà davanti alla corte d’assise di Varese il prossimo 15 aprile, l’accusa è di omicidio volontario. Così ha disposto ieri il gup Vito Piglionica. Il pm Giulia Troina, titolare dell’inchiesta, ieri in aula ha parlato di processo indiziario. Tuttavia il gup ha deciso di mandare Cerutti a processo, perché è a dibattimento che la prova si forma. Roberto Colombo, 49 anni, scomparve il 23 settembre 2013.

Nel novembre 2013

Il suo cadavere fu ritrovato i, 12 novembre. Dieci giorni prima fu ritrovata la carcassa del suo cane, sepolta nei boschi intorno a Cariola, dove Colombo viveva, non lontano dal luogo di sepoltura del quarantanovenne. Colombo fu ucciso con due colpi d’arma da fuoco e fu ritrovato legato e avvolto in un sacco di plastica. Dai tessuti prelevati dal corpo durante l’autopsia, però, gli inquirenti avrebbero enormi difficoltà nell’estrazione del Dna. Ciò comporterebbe un duplice problema. Il primo: in astratto, senza il Dna, il riconoscimento del cadavere non sarebbe ancora certo. Per assurdo, ma davvero si ragiona in astratto, quel corpo potrebbe non essere quello di Colombo.Più problematica, invece, la seconda questione: questa sì molto significativa sotto il profilo dell’inchiesta della procura di Varese. Nel febbraio 2014 per il delitto fu fermato Emiliano Cerutti, 36 anni, vicino e ex amico di Colombo con il quale la vittima avrebbe avuto in sospeso uno sgarro collegato allo spaccio. Cerutti avrebbe infatti accusato Colombo di avergli rubato un chilogrammo di marijuana. Il fermo era scattato a causa del ritenuto pericolo di fuga a carico del sospettato. Nella cui abitazione gli inquirenti hanno trovato due macchie di sangue.

Un soggetto sconosciuto

Le analisi però hanno dato esito negativo. In casa di Cerutti il sangue di Colombo non c’è. Di più. Vicino al luogo di sepoltura del cadavere gli inquirenti hanno trovato un laccio che reca il Dna di un soggetto sconosciuto. C’è un’altra pista? Oppure Cerutti ti aveva un complice? I legali dell’imputato, Paolo Bossi e Marco Lacchin, da mesi ripetono che il loro assistito è estraneo ai fatti,che non ci sono prove a carico del Cerutti. Ci sono solo testimoni che dicono che Cerutti era violento, che aveva una pistola poi mai ritrovata, che Cerutti avrebbe minacciato Colombo. E che Cerutti e Colombo avrebbero avuto un litigio poche ore prima che Colombo scomparisse.
Il gup Piglionica ha accolto l’ipotesi accusatoria. In soli 30 minuti di camera di consiglio ha deciso per il rinvio a giudizio. Il 15 aprile il processo si aprirà. Senza arma del delitto, ma con tanti indizi a carico di Cerutti. Li dovrà formarsi la prova regina per la condanna dell’imputato.


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