«Attenti, Sarabi è stata avvelenata»
Sarabi, la setterina di nove anni avvelenata un mese fa e salvata dal veterinario Paolo Marchiorato

«Attenti, Sarabi è stata avvelenata»

Un mese fa una setterina di nove anni ha iniziato a star male. Poi, dalle analisi, la brutta scoperta. La proprietaria si rivolge ai residenti: «È successo mentre passeggiava, dobbiamo vigilare tutti»

MASNAGO - Si vocifera che nel rione ci sia qualche squilibrato che sparge in giro veleno.
In un primo momento un fatto del genere sembrava privo di fondamento. Una leggenda metropolitana in formato rionale, forse ingranditasi passando di bocca in bocca. Questo fino a quando un cane è rimasto avvelenato davvero. Si tratta di Sarabi, una setter di nove anni, chiamata così per il pelo lanoso che la fa assomigliare a un personaggio del Re Leone.

Grave insufficienza epatica

L’avvelenamento risale a un mese fa, quando la cagnolina è stata portata in condizioni disperate all’ambulatorio veterinario di Paolo Marchiorato di via Sanvito Silvestro.
I veterinari hanno riscontrato una grave insufficienza reumatica ed epatica, ma sono riusciti a salvarla.
«È stato di venerdì ho visto il cane che stava male – ricostruisce la padrona Maria Bianchi – Sulle prime ho pensato che fosse colpa di un osso che aveva mangiato. Ma, dopo un giorno, il cane non smetteva di vomitare. È stato allora che l’ho portata dal veterinario». La cura ha richiesto una degenza di una settimana. Ogni sera la padrona andava a prendere Sarabi e la portava a casa. Al mattino la riportava in clinica per continuare le terapie.
«Sono state fatte anche altre analisi, come quella per la leptospirosi, per capire se la cagnolina fosse stata morsicata da un topo. Ma l’esito è stato negativo. Sarabi è proprio stata avvelenata» conferma la padrona.

«Devo ringraziare i veterinari»

Per fortuna la storia ha avuto un lieto fine. «È la prima volta nella mia vita che vedo un cane uscire bene da un’avventura come questa – afferma Maria – Se penso che per dieci giorni non ha toccato cibo. Povera, pensavo proprio che non riuscisse a farcela. I veterinari che l’hanno curata sono stati molto bravi, li ringrazio».
Rimane invece il mistero su dove il cane abbia ingerito il veleno. «Sarabi è un cane che sta in casa, in terrazza, e nel giardino della corte dove abitiamo. Escluderei che possa aver trovato il veleno in questi ambienti – continua la padrona – Piuttosto, penso che abbia mangiato qualcosa mentre era a spasso con mia mamma. Loro due fanno sempre un giro che passa per via della Carnaga e nelle strade limitrofe (si tratta della parte bassa di Masnago). Quelle sono zone battute da molte persone. Che qualcuno abbia buttato sulla strada qualcosa di pericoloso? Questa è un’ipotesi, perché cosa possa essere successo non lo so».
La signora non ha denunciato l’accaduto. «In quei giorni ho pensato al cane e basta. Avevo in mente di sporgere denuncia contro ignoti, poi è passato del tempo».

Segnalazioni alla polizia

«Alla fine non l’ho più fatto – spiega - Gli esami eseguiti dal veterinario non possono dire se si tratta di veleno per topi o di un altro tipo di veleno. Io non so con quale coscienza uno possa buttare del veleno in giro. Suggerisco alle persone di stare molto attente quando portano a spasso i cani».
I residenti di Masnago stanno tenendo gli occhi ben aperti, e sono pronti a segnalare alle forze dell’ordine ogni movimento sospetto. Chi, vogliamo sperare per leggerezza, avesse posizionato esche velenose in giro, rimuova le esche. Altrimenti saranno guai seri.


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