«Barcellona, un sogno diventato realtà»

«Barcellona, un sogno diventato realtà»

Michel Andreetti: da cronista alla MotoGp. Una storia nata tra le nostre pagine

«Mi sognavo varesino (o varesotto…) in perfetto equilibro e appagato. Con il tempo ho capito quanto avere stabilità economica, soddisfazione lavorativa e personale in Italia da giornalista fosse un’idea difficilmente realizzabile. E allora sono partito: chiamiamo questa esperienza “esilio formante”. Magari, un giorno non troppo lontano, tornerò deluso o sconfitto o, diversamente, avrò le carte in regola per raggiungere quello che voglio». La risposta di Michel Andreetti rivela i connotati della professione che ama: è argomentata, lunga, precisa. E anche un pelo disillusa: chi parte insegue un sogno, ma è preparato dalla vita anche a doverlo rimettere nel cassetto, optando per un piano B.

Si apre un portone

Michel, 33 anni di Luino, ha imparato la professione proprio sulle colonne de “La Provincia di Varese”, come cronista che ogni giorno si mette in gioco per raccontare le vicende del proprio territorio. Poco tempo fa ha deciso di lasciare questa mansione e di provare a cogliere una nuova opportunità: «Farò il redattore italiano di MotoGP.com, settore media e comunicazione di Dorna. Continuerò a scrivere, ma di cose diverse. Mi specializzerò in un settore e avrò pressioni più grandi. Credo però che possa essere una bella avventura, dura professionalmente ma stimolante. Credo che un’opportunità così in Italia sarebbe arrivata a fatica o, più probabilmente, mai anche se a “La Provincia” mi sono sempre trovato benissimo. Tutti sappiamo quanto nel nostro settore la stabilità sia un miraggio riservato a pochi eletti. Magari anche qui sarà così (per il momento a Michel è stato offerto un contratto della durata di un anno) ma io vedo questa città come l’apertura di una bella possibilità personale. Con questo non voglio dire che la mia è una fuga critica, come quelli che se ne vanno dall’Italia e poi la disprezzano. È fin troppo facile criticare il proprio paese dall’estero».In attesa di iniziare, il luinese – arrivato da qualche settimana, in anticipo sulla tabella di marcia che aveva previsto il 10 gennaio come giorno della partenza dall’Italia - è per il momento alle prese con le incombenze più immediate per ogni migrante. E cioè «la ricerca della casa. Mi dicevano che trovare un alloggio - sto cercando un appartamento solo per me - fosse complicato, ma non credevo così tanto. Per fortuna ho un appoggio in un caro amico che vive qui da tantissimi anni. Ora devo arrivare a regime e cercare di risolvere tutti gli aspetti burocratici».

«Ci avrei messo una firma»

Il primo sguardo su Barcellona, invece, non ha ombre di sorta: «Non essendo ancora stabile, nel senso che non ho ancora un alloggio mio, non sto vivendo a pieno la città. Ma questo è un luogo che da turista ho già avuto modo di conoscere e apprezzare molto. Da residente, si sa, cambia tutto: è stupendo, la città non ha bisogno di presentazioni e personalmente la preferisco a Londra, Parigi o Berlino, mete di solito preferite dai giovani per emigrare dall’Italia in cerca di fortuna. Ci avrei messo una firma per un’opportunità di questo genere». Si dice che tra il dire e il fare c’è di mezzo l’osare. E da Luino alla Moto Gp c’è di mezzo il coraggio di farlo per davvero.


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