Bombe e granate in casa Nei guai un prof di Busto
L’arsenale bellico sequestrato dalla polizia penitenziaria nell’abitazione del professore

Bombe e granate in casa
Nei guai un prof di Busto

Incredibile scoperta nell’abitazione di un docente di ginnastica. Ordigni di ogni tipo, proiettili e mine. Lui: «Sono un collezionista»

GORLA MAGGIORE - Era sospettato di aver introdotto droga all’interno del carcere di Busto Arsizio per rifornire i detenuti della casa circondariale, ma durante la perquisizione, anziché la sostanza stupefacente, sono spuntate le bombe a mano.
L’aspetto più incredibile di tutta la vicenda è che il possessore delle armi da guerra, non era un ex combattente o un reduce, ma un insospettabile professore di educazione fisica con la fissa per gli armamenti militari. Tanto da aver trasformato la mansarda in un autentico arsenale con tanto di mine, bombe a mano, proiettili e quant’altro.

Dalla droga alle armi

Lo hanno scoperto gli agenti della polizia penitenziaria. A finire nei guai è stato un uomo di 53 anni, residente a Gorla Maggiore. Insegnante di educazione fisica in una scuola di Busto Arsizio, che già da qualche anno collaborava anche con il carcere. Le indagini sono scattate lo scorso 7 di maggio. Il professore, amante delle armi, non è passato inosservato al fiuto del cane Ben del Nucleo Cinofilo Antidroga. Lo specialista a quattro zampe ha intercettato l’odore della sostanza, ma dalla perquisizione personale che n’è scaturita non sono state trovate tracce di alcun tipo.
Pare, peraltro, che il fenomeno di introdurre droga in carcere non sia da scartare, tanto che per vederci più chiaro gli agenti, su disposizione della Procura di Busto Arsizio, hanno effettuato un’altra perquisizione nella sua abitazione a Gorla Maggiore. Ma anche in questo caso non sarebbe stata scovata alcun tipo di sostanza stupefacente. Durante la perquisizione, però, non è mancato il colpo di scena.

Le indagini vanno avanti

A un certo punto, infatti, gli agenti di polizia hanno scoperto un vero e proprio arsenale militare, sequestrando cinque bombe a mano, tre delle quali ancora funzionanti, una mina antiuomo, cinque granate, proiettili anticarro.
Complessivamente sono stati scovati, esclusi i proiettili, 65 reperti dei quali una parte ancora pronti a esplodere che gli artificieri hanno fatto brillare. Il professore ha raccontato di essere animato da una grande passione per gli armamenti, tanto da averne fatto una collezione personale raccogliendo pezzi nell’ultimo ventennio. Una passione parecchio pericolosa che però nelle ultime ore è venuta a galla. Una situazione resa ancora più esplosiva - è proprio il caso di dirlo - e preoccupante dal fatto che nelle vicinanze del luogo in cui il docente custodiva la sua Santa Barbara sorge anche un asilo nido.
Invitabilmente l’uomo è stato denunciato a piede libero, ma le indagini da parte della Procura di Busto Arsizio non si fermano e vanno avanti sul fronte droga. Gli investigatori, infatti, intendono capire in che modo sia stata introdotta la sostanza all’interno del carcere.


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