Giovedì 12 Giugno 2014

Chiuse le indagini

per il “crac Polita”

Crac Polita: la procura ha depositato l’avviso di conclusione delle indagini e si prepara a chiedere il rinvio a giudizio. In tutto sono undici gli indagati che nelle scorse ore hanno ricevuto le notifiche dell’avviso.

Oltre ai fratelli Sandro e Antonello Polita, vertice del gruppo Ansafin con interessi soprattutto nel campo edile e della sanità, nell’elenco indagati compaiano anche un ex militare della guardia di finanza e l’avvocato Fabio Anselmo, lo stesso che è parte civile in seno al procedimento per la morte di Giuseppe Uva. Per il pubblico ministero Agostino Abate, coadiuvato nelle fasi conclusive di indagine dal sostituto procuratore di Varese Sabrina Ditaranto, l’elenco dei capi di imputazione a carico degli undici è lungo e complesso.

La contestazione più grave è quella di associazione a delinquere: i sodali avrebbero agito insieme e di concerto tra loro per raggiungere un ingiusto profitto. Defilata, in questo contesto, appare la posizione di Anselmo indagato per falsa fatturazione o meglio per aver emesso fattura relativa a un’operazione inesistente.

La corposa indagine parte dai fallimenti che hanno coinvolto l’intero gruppo Polita negli ultimi sette anni. Fallimenti che toccano strutture molto note a Varese quali l’hotel di Capolago, messo all’asta qualche mese fa, e la clinica La Quiete (l’attuale proprietà è del tutto estranea all’indagine). Gli altri indagati secondo l’accusa avrebbero assunto in questo contesto ruoli societari e contrattuali, con reati anche ai danni di enti pubblici.

In base agli atti notificati ieri agli indagati la procura ipotizza reati fallimentari, numerosi reati tributari, truffa, falso e calunnia. Le indagini condotte dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Varese, infine, puntano il dito contro l’ex militare delle fiamme gialle con accuse pesanti: peculato, rivelazione di segreto istruttorio e corruzione.

La fattura galeotta, che ha portato all’iscrizione di Anselmo nel registro degli indagati, fu trovata all’interno della corposa documentazione sequestrata nel corso dei mesi durante le perquisizioni degli uffici nelle disponibilità dei due fratelli Polita.

Anselmo non ha mai reso pubblico di aver in qualche modo assistito i Polita nelle loro numerose traversie giudiziarie. Notificati gli avvisi di conclusione delle indagini, i pubblici ministeri si preparano ora a chiedere il rinvio a giudizio per tutti gli undici indagati. I quali potranno ovviamente depositare le loro memorie entro i termini stabiliti dalla legge. Quindi sarà fissata l’udienza davanti al gup per l’udienza preliminare.

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