«Dateci garanzie su Pedemontana»
Quale futuro per le opere di compensazione dopo la richiesta di fallimento per APL? Villa Recalcati drizza le antenne

«Dateci garanzie su Pedemontana»

Il presidente della Provincia e la richiesta di fallimento: «Ci incontrino e ci aggiornino sui lavori»

Voglia di verità e chiarezza. E così il presidente della Provincia, Gunnar Vincenzi, alza la voce sul tema Pedemontana, chiedendo a Regione Lombardia e ad Autostrada Pedemontana Lombarda «di organizzare quanto prima un incontro con i Comuni interessati dalle opere di compensazione ambientale connesse al passaggio dell’infrastruttura insieme a Provincia e Prefettura per chiarire a tutti quale sia la reale situazione della società e dare risposte ad amministratori e cittadini sulla realizzazione delle opere compensative».

Aria di resa dei conti in quel di Villa Recalcati, insomma. Perché allo stato attuale l’unica certezza è quella richiesta di fallimento di Autostrada Pedemontana Lombarda richiesta dalla Procura di Milano, la cui udienza è in programma al Palazzo di Giustizia meneghino il prossimo 11 settembre.

Così il presidente Vincenzi, nel suo ruolo di coordinatore dei Comuni nei rapporti con la società, la Regione e il Governo, raccoglie l’allarme del territorio ed esprime la grande preoccupazione in relazione al completamento dell’infrastruttura opera ma soprattutto alle opere di compensazione per un territorio che, comunque andrà a finire la vicenda, ha già subìto l’impatto della realizzazione della strada al momento “incompiuta”. «Da quando si è insediata questa amministrazione abbiamo affiancato i Comuni nei difficili rapporti con Pedemontana - continua Vincenzi - Dopo la visita dell’ex presidente Antonio Di Pietro a Villa Recalcati eravamo fiduciosi. Ora però la preoccupazione è grande». «Inoltre - spiega ancora il presidente - come Provincia a maggio abbiamo siglato un’intesa in cui Regione Lombardia si è impegnata a far passare la Tangenziale di Varese da Pedemontana ad Anas e a renderla quindi gratuita. Chiederemo un aggiornamento e una puntuale informativa anche su questo».

Non resta che aspettare. E, ancora una volta, sperare.


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