«È cresciuta con la musica  Incantava con il clarinetto»
Sara suonava nel corpo filarmonico di Angera (Foto by Pino Vaccaro)

«È cresciuta con la musica

Incantava con il clarinetto»

Le testimonianze e il dolore di chi conosceva Sara Servidio, la diciottenne scomparsa sabato notte a Lisanza


RANCO - Un sorriso solare, una simpatia contagiosa e una voglia enorme di assaporare la vita. Sara Servidio, la diciottenne che ha perso la vita sabato notte a Lisanza, era una ragazza con mille passioni e interessi. Aveva trascorso la serata con le amiche, ma per motivi ancora non chiari ha perso la vita contro un palo dell’Enel. Una drammatica coincidenza che ha sconvolto tutti tra Casorate Sempione, dove suonava con la banda, Angera, dove i genitori gestivano una pizzeria (suonava anche nel corpo filarmonico cittadino), Ranco dove viveva con la famiglia e Sesto Calende dove studiava.
A luglio avrebbe compiuto 19 anni e tra pochi giorni avrebbe sostenuto la maturità alle superiori. La musica era una delle sue grandi passioni: aveva iniziato a Casorate Sempione, ma già da qualche anno era entrata anche nel corpo filarmonico di Angera. «Una notizia terribile - dice Augusta Ghiringhelli, presidente del corpo filarmonico di Angera - era una ragazza con un sorriso speciale. Aveva iniziato a Casorate, da qualche anno era entrata anche ad Angera. Suonava in entrambi i gruppi». Sara suonava il clarinetto: «Si è subito inserita nel nostro gruppo e si è fatta voler bene, parlava e legava con tutti, dai più piccoli a quelli più grandi. Una ragazza d’oro, simpaticissima ed estremamente vitale. In questo periodo si era presa un po’ di pausa perché doveva prepararsi per la maturità. L’ho incontrata due settimane fa e mi ha detto: adesso sto studiando, ma poi torno subito».
Un dolore che ha raggiunto anche Casorate Sempione. Il maestro del gruppo bandistico, Emanuele Maginzali, l’ha ricordata con grande affetto: «Una bimba cresciuta con la musica, quando ha iniziato aveva solo 9 anni. Una ragazza incredibile, bravissima, con una passione enorme. Suonava il clarinetto da una decina di anni: ormai era una musicista preparata, completa, formata e bravissima. Era fondamentale nel gruppo dei giovani. Casorate e Angera erano due ambienti diversi, con repertori musicali diversi, ma era molto bello che li frequentasse entrambi con passione, senza saltare mai una lezione in 10 anni. Le piaceva tutto il repertorio, mai un mugugno: io la ricordo così».


© RIPRODUZIONE RISERVATA