Falsi matrimoni a favore di stranieri

Falsi matrimoni a favore di stranieri

Un giro di affari, con sede a Savona, rivolto soprattutto a nordafricani. Coinvolta anche una varesina

C’è anche una giovane varesina tra le persone coinvolte a vario titolo nella maxi inchiesta che nelle ultime ore ha smascherato nella zona di Savona un incredibile giro di falsi matrimoni. Il falso matrimonio doveva essere un buon piano per guadagnare velocemente cifre importanti. Il meccanismo era stato studiato per ottenere agli stranieri, in particolare nordafricani il permesso per il ricongiungimento familiare. Tutti permessi rilasciati dalla polizia: i documenti del matrimonio erano in regola. Le accuse, a vario titolo, sono di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di aver agevolato gli atti pubblici falsi: il certificato di nozze e, di conseguenza, il permesso di soggiorno. Tutti i protagonisti della clamorosa truffa erano consapevoli di quello che stavano facendo. La varesina finita nei guai, una giovane donna di 31 anni domiciliata a Varese, ma originaria del Foggiano, è una delle 10 donne che si sarebbero prestate nel maxi inganno dei matrimoni farlocchi in Liguria. L’organizzazione è stata smantellata nelle ultime ore dai carabinieri di Savona. Quindici persone sono finite nei guai: i cinque promotori del giro di matrimoni, quattro stranieri e un italiano, finiti in manette e dieci donne, qualcuna già con precedenti altre con esistenze problematiche, finite ai domiciliari. I cinque uomini avrebbero pianificato e organizzavano i matrimoni “sola”, mentre le donne, dietro la promessa di un pagamento in denaro, si prestavano alle nozze con i nordafricani che ottenevano così i documenti di soggiorno di cui avevano bisogno. Il giro d’affari sarebbe stato di diverse migliaia di euro. Per il disturbo di convolare a nozze, le donne avrebbero intascato a ogni cerimonia fino a 12.000 euro. Stando alle prime ricostruzioni investigative, il listino dei fiori d’arancio farlocchi andava dal migliaio di euro fino a un massimo di 12.000 euro. Soldi che gli stranieri a caccia del documento sborsavano seduta stante non appena veniva celebrato il matrimonio in comune. Con il trascorrere del tempo però la situazione è venuta a galla, anche grazie a una segnalazione da parte delle autorità comunali. Le anomalie hanno fatto drizzare le antenne anche agli investigatori che hanno approfondito ciò che stava accadendo. Le nozze tra italiane e nordafricani sono finite nel giro di poco tempo nel mirino dei carabinieri che hanno scoperchiato il meccanismo incastrando tutti i protagonisti dell’inganno.


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