Giovedì 18 Settembre 2014

I maghi del furto

adesso si pentono

Giuseppe Battarino

Confessano in aula e si dichiarano pentiti: chieste condanne esemplari per i due fratelli professionisti del furto autori di nove colpi in Valcuvia.

Davanti al gup di Varese Giuseppe Battarino due fratelli albanesi di 21 e 24 anni bloccati lo scorso gennaio dai carabinieri della stazione di Cuvio in collaborazione con la polizia locale del Medio Verbano dopo un rocambolesco inseguimento.

L’accusa ha chiesto condanne comprese tra i cinque anni e quattro mesi e i sei anni e quattro mesi.

L’indagine coordinata dal pubblico ministero Agostino Abate ha permesso di recuperare parte della lussuosa refurtiva saccheggiata dai due: sull’Audi station wagon usata per la fuga (rubata, ovviamente) sono stati recuperati alcuni orologi di valore. Gli orologi preziosi erano in cima alla lista degli obbiettivi della coppia che ha colpito a Cuvio, Orino, Castiglione Olona, Azzio, Induno Olona, Caravate, Travedona Monate e Arcisate. Sette gli orologi recuperati, tra cui due Rolex e due Breitling, oltre a tre computers portatili, un televisore marca Sony, un navigatore satellitare e vari oggetti (persino un paio di forbici sottratte in un negozio di parrucchiera), refurtiva del valore di alcune decine di migliaia di euro.

I due rolex risultavano rubati in una casa di Cuvio il 10 gennaio scorso, un Rolex e un Breitling risultavano sottratti da un’abitazione di Castiglione Olona il 24 gennaio.

La banda in tre giorni aveva seminato il panico: al momento dell’arresto un uomo di Orino si era presentato dai carabinieri di Cuvio per denunciare il furto appena subito. E in caserma aveva trovato il suo televisore al plasma appena recuperato dall’Audi della coppia ammanettata pochi giorni prima. Uno dei due fratelli, tra l’altro, era stato arrestato a dicembre. Il ragazzo era fuggito dai domiciliari per commettere l’impressionante serie di furti insieme al fratello.

Il gup si pronuncerà il prossimo 7 aprile. Nel frattempo è caccia al terzo uomo. I due fratelli avevano infatti un complice rimasto ignoto.

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