I tagli  fanno tremare il Ponte:  «è a rischio»
Il cantiere per la realizzazione del nuovo ospedale “Ponte del Sorriso”

I tagli fanno tremare il Ponte: «è a rischio»

Allarme di Fabio Rizzi, presidente lumbard commissione Sanità. «Piccole strutture da ridimensionare». E meno fondi per Varese

Tagli alla sanità, rischia anche il nuovo ospedale Del Ponte. «Scenario apocalittico se il Governo conferma l’ipotesi di un miliardo in meno alla Lombardia».

Ad ammettere il pericolo delle conseguenze della Legge di Stabilità è Fabio Rizzi, il consigliere regionale varesino che presiede la commissione Sanità del Pirellone.Venerdì il governatore Roberto Maron i aveva parlato addirittura di «rischio chiusura per dieci ospedali».
Ci si chiede se qualcuno sarà in provincia di Varese, visto che da almeno 15 anni si ripetono, a folate, ipotesi di chiusura delle piccole strutture presenti sul nostro territorio: Cuasso (l’ultimo finito nel “mirino” ai tempi del Patto per la Salute in quanto ha meno di 60 posti letto), Cittiglio, Luino, Angera e Somma Lombardo.

Un’eventualità che per Rizzi è da interpretare così: «Le parole usate dal presidente danno l’idea del rischio che corriamo se la sanità lombarda si vedrà tagliare quasi un miliardo di euro di fondi. Non c’è uno o più ospedali in particolare che rischiano di chiudere i battenti, ma di certo le strutture più piccole andrebbero incontro ad un ridimensionamento importante, se il risparmio richiesto a Regione Lombardia fosse quello quantificato nella Legge di Stabilità».
Con ricadute che Rizzi racchiude in un’espressione inequivocabile: «Ci troveremmo di fronte ad uno scenario apocalittico». Esagerato? Mica tanto.
«Pensiamo solo alla situazione dell’ospedale di Varese, che in caso di ridimensionamento dei piccoli ospedali del Nord della provincia si troverebbe a sopportare un incremento di utenza e di richieste che non sarebbe in grado di sopportare». Ricordate i problemi del pronto soccorso? Ma anche il progetto dell’ospedale del bambino al Filippo Del Ponte potrebbe subire un brusco stop, secondo Rizzi.
«I fondi per le infrastrutture sono già stati stanziati e non dovrebbero venire meno. Ma una volta completata l’opera, va riempita di contenuti. E questi dipendono dalle risorse a disposizione».
«È evidente che se si stringe la coperta per tutti, è normale che si vada a salvaguardare innanzitutto l’esistente, mentre rischierebbero di essere sacrificati tutti quei progetti che sono ancora di là da venire». Anche le ipotesi di aumento dei ticket per sopperire ai tagli sono irrealistiche, secondo Fabio Rizzi: «Oggi il monte complessivo dei ticket in Regione Lombardia è di circa un miliardo e 400 milioni di euro, coprire i tagli vorrebbe dire alzare i ticket di due terzi».
«Insostenibile, anche perché stiamo ragionando sulla riduzione dei ticket, visto che stiamo assistendo ad una riduzione delle prestazioni da parte di tutte quelle fasce di utenti che non possono permettersi il costo dei ticket».

Anche la riforma sanitaria, il cui iter dovrebbe entrare nel vivo entro fine mese, rischia di partire già azzoppata dai tagli: «La riforma non genera né un aumento né una riduzione degli stanziamenti per la sanità, ma ridistribuisce le risorse, risparmiando sulla bassa intensità per spostare risorse sull’alta intensità, e riorganizzando il sistema».
Insomma, per i cittadini lombardi sarebbe traumatico: «Sulla sanità quattro miliardi si possono certamente risparmiare, ma anche 27 miliardi, se la spesa sanitaria pro-capite fosse parametrata a quella lombarda. Il problema è che con i tagli lineari le Regioni virtuose, che hanno già razionalizzato, rischiano di andare in crisi. Qui non c’è più grasso che cola, e a pagare sarebbero i cittadini, con meno servizi».


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