Iannini lancia “Alternativa Costruttiva”. «Lavorerò per aiutare i cittadini di Varese»
Il consigliere comunale Gaetano Iannini, eletto nelle file della Lista Galimberti, ed ora espulso (Foto by Archivio)

Iannini lancia “Alternativa Costruttiva”. «Lavorerò per aiutare i cittadini di Varese»

Il consigliere comunale, espulso dalla Lista Galimberti, sta valutando l’adesione al Gruppo Misto

VARESE - Gaetano Iannini, il consigliere espulso dalla Lista Galimberti nei giorni scorsi in seguito ad un suo comunicato di solidarietà a Mauro Gregori, in questi giorni è in vacanza in Basilicata.

«Sono a Maratea, il paese di mio padre e mio suocero: ho bisogno di stare con me stesso qualche giorno per meditare sulle ultime vicende che mi hanno visto coinvolto mio malgrado».

Il tono è serio. «Non pensavo che normali richieste di dialogo fossero fraintese fino a quel punto: questo era il senso del comunicato che avevo diramato a Ferragosto, e mai più mi sarei aspettato un attacco personale per giustificare il mio allontanamento».

Un attacco da molte parti giudicato denigratorio, sferrato puntando il dito sugli «86 voti di preferenza» presi dal 56enne medico odontoiatra di Ranco in campagna elettorale «rappresentativi di poco più di un condominio» e sul fatto che «venne inserito nei 32 della lista all’ultimo in quanto il candidato designato al suo posto, per motivi personali, dovette rinunciare alla candidatura».

Dalla Lista Galimberti è stata poi protocollata l’espulsione: ciò costringerà il consigliere “refrattario”, che nelle scorse settimane aveva dichiarato l’intenzione di votare Forza Italia alle prossime regionali, a “spostare la tenda un po’ più in là” – secondo le parole di Luca Paris, segretario cittadino del PD – e cioè a sedersi per forza di cose altrove in consiglio comunale. «È vero – conferma Iannini – io sono probabilmente l’ultima scelta della compagnia: ma mi risulta che ci fossero diverse seconde e terze scelte, come del resto è normale che sia quando si deve mettere insieme una lista elettorale. Io non ho fatto le cose di nascosto, come sembrerebbe da quale comunicato che spara a zero sui miei trascorsi politici: tutti sanno che ho fatto una legislatura di minoranza ad Ispra e una a Ranco, e comunque non possiamo pensare che Davide Galimberti all’epoca non conoscesse chi metteva in lista perché sarebbe offensivo nei suoi confronti: lui ha valutato e scelto i suoi candidati con la stessa convinzione con cui noi lo abbiamo seguito. Erano in molte le persone di provenienza diversa dalla sinistra, ma questo non significa che abbiano voluto fare il salto della quaglia: la partecipazione era legata alla persona da entrambe le parti, così quello che ci interessava era seguire il progetto che Galimberti incarnava a prescindere dalle nostre idee politiche personali».

Il dispiacere di Iannini è palpabile. «Il nostro rapporto, in qualità di lista civica, non doveva essere legato al PD ma dovevamo dipendere direttamente dal sindaco, che portavamo anche nel nome. Ecco il perché della mia protesta: ho puntato il dito sulla necessità di maggior dialogo con Galimberti, che per conto mio ha dovuto abbandonare la sua lista a se stessa e si è trovato schiacciato dal PD da subito dopo le elezioni». Bisogna, secondo il consigliere, «intendersi su cosa sia una lista civica: troppe polemiche in questi giorni sull’autenticità del nostro essere, ma sono liste vere, non civette, e soprattutto fondate sulla concretezza e sull’originalità di chi le ha alimentate. Ed è persino un bene che le polemiche siano venute fuori adesso» incalza «perché la nostra lista è stata messa a nudo e ha riconquistato un ruolo di primo piano, quello che a partire dal day after le elezioni ha perso: e questo anche se ci sono dovuto andare di mezzo io, e prima di me Gregori, e prima ancora Bortoluzzi. Ad ogni modo ritengo che, seppure sottoscritto in maniera generica, quel comunicato che mi ha così ferito non sia farina del sacco della lista stessa, o comunque di Tommaso Piatti e di Maria Paola Cocchiere».

Ora il consigliere “trasformista”, - questa l’etichetta affibbiatagli dai suoi ex compagni di cammino – pensa al futuro. «Prima di tutto sto valutando di allargare la mia pagina Facebook “Alternativa Costruttiva” a tutti coloro che in questo momento sono vicini alle mie posizioni, facendola diventare un movimento vero e proprio». Con lui dalla lista Galimberti c’è già Ari Mekiker, origine armena per un passato in Lega mai rinnegato. «È stato proprio lui a proporre il nome della nuova esperienza civica, che speriamo possa divenire il nuovo punto di riferimento per coloro che come noi sono delusi dal mancato rispetto dei patti con i civici: in origine Alternativa Costruttiva era uno dei possibili nuovi nomi che avremmo voluto per la Lista Galimberti del post elezioni, anche se alla fine la scelta fu rimanere identici a se stessi. Riguardo l’espulsione, per forza di cose dovrò prendere in considerazione il gruppo misto, anche se giudico la procedura usata per espellermi poco corretta, ma d’altra parte me lo dovevo aspettare visto che da questa primavera sono stato eliminato dalla chat della lista e da tutti i contatti mail, e come tale non ricevevo più nessuna informazione: cosa successa in parallelo a Gregori, a quanto ne so. Un isolamento e una mancanza di dialogo di cui abbiamo sofferto da subito, unitamente ad Andrea Bortoluzzi».

Di cosa si occuperà Alternativa Costruttiva (che deve l’originale denominazione alla doppia passione di Mekiker per l’ingegneria e l’informatica)?

«Per quello che sono le mie competenze specifiche mi sento versato in direzione del sociale. L’ultima battaglia che ho condotto, come presidente della commissione servizi educativi, è stata quella per capire lo stato dell’agibilità delle scuole e della Canziani in particolare; e a settembre mi darò da fare per cercare di risolvere la questione dei volontari anziani, che a mio avviso sono una risorsa insostituibile come ponte generazionale nei quartieri e che un governo di sinistra dovrebbe considerare come fiore all’occhiello del suo operato».


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