«Il 4 novembre torni ad essere una festa nazionale»

«Il 4 novembre torni ad essere una festa nazionale»

La proposta di Marsico (Fi) sulla giornata delle Forze Armate: oggi lavorata, fino agli Anni 70 era celebrata

«Che il 4 novembre torni ad essere festa nazionale». Dalla Regione Lombardia il consigliere Luca Marsico (Fi) rilancia la proposta, aderendo alla petizione promossa su Change.org e sottoscritta in pochi giorni da decine di persone. «Ho raccolto, condiviso e rilanciato l’impegno social dell’amico professor Pier Franco Quaglieni, co-fondatore, con Mario Soldati e Arrigo Olivetti, del Centro Studi Mario Pannunzio di Torino, affinché si possa ripristinare la festa nazionale del 4 novembre a partire dal 2018, centenario della Vittoria - ha spiegato Marsico in un post pubblicato sul suo profilo Facebook - Una Vittoria che ha completato il Risorgimento con Trento, Trieste e l’Istria, Fiume, la Dalmazia. Credo, perciò, che sia una riflessione seria che meriti pieno accoglimento da parte delle Istituzioni nazionali a partire dalla Presidenza della Repubblica Italiana e, per questo, ho creato su Change.org una petizione pubblica affinché chiunque possa supportare questa nobile e patriottica causa».

Come detto, l’iniziativa rilanciata da Marsico ha avuto un grande successo. Molti infatti sono stati gli apprezzamenti raccolti sui social, oltre alle adesioni alla raccolta firme. Obiettivo è quello di coinvolgere le istituzioni sino ad arrivare al Presidente della Repubblica. Sino al 1977 il 4 novembre era celebrato come Festa dell’Unità Nazionale e Festa delle Forze Armate. II 4 novembre è l’anniversario dell’entrata in vigore del cosiddetto armistizio di Villa Giusti del 1918, col quale si fa coincidere convenzionalmente in Italia la fine della Prima Guerra Mondiale.

L’accordo fu firmato a Padova il giorno prima, il 3 novembre 1918, dall’Impero austro-ungarico e l’Italia, che era alleata con la Triplice Intesa (il Regno Unito, la Francia e la Russia). Le trattative per l’armistizio erano cominciate il 29 ottobre, durante la battaglia di Vittorio Veneto: l’ultimo scontro armato tra l’Italia e l’Impero austro-ungarico. Sino alla fine degli Anni 70 la festa, oggi lavorata, era celebrata e omaggiata. Un concetto di Patria che veniva rispettato e onorato, da anziani e giovani. Un modo per rendere merito a chi si è battuto per questa Italia che oggi, forse, non viene più così amata, rispettata e onorata dagli italiani. Un modo per commemorare la nostra storia in uno dei suoi momenti più alti. Una vittoria che è valsa uno Stato sovrano e libero.

“La guerra contro l’Austria-Ungheria che l’Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi, è vinta. I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo, risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza”.

Questo il dispaccio con il quale il generale Armando Diaz annunciò l’armistizio. L’anno prossimo ricorrerà il centenario di questa storica impresa. Onorare l’anniversario proclamando il 4 novembre festa nazionale sarebbe un modo giusto di celebrarlo.


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