Mercoledì 16 Luglio 2014

Il Corvo del Circolo dice la sua verità

«L’anonimato? L’ospedale ci fa tacere»

Anche l’ex primario del reparto respinge le accuse di mobbing

«Perché ho scelto di comunicare così alla famiglia l’accaduto? Diciamo che in ospedale ci hanno chiuso la bocca. I retroscena magari li svelerò dopo il pronunciamento del giudice».

Poche parole pronunciate da Giovanni Mariscalco, il giovane e dotato medico del reparto di cardiochirurgia dell’ospedale di Circolo di Varese accusato di essere il corvo che a fine 2011 scrisse una lettera anonima ai familiari di una paziente di 81 anni deceduta dopo essere stata sottoposto a intervento chirurgico nello stesso reparto.

Nella missiva, alla quale era allegata anche la cartella clinica della donna, si asseriva che la paziente era deceduta in seguito a un errore commesso dal dottor Vittorio Mantovani, altro medico della Cardiochirurgia, che operò l’anziana.

I familiari dell’anziana consegnarono tutto alla procura della Repubblica di Varese: «C’è ancora un fascicolo aperto per omicidio colposo a carico di Mantovani – precisa Pietro Magri, legale di Mariscalco – Ci sono due perizie contrapposte. La procura sta ancora indagando». Mentre Mantovani presentò un doppio esposto accusando di calunnia il collega e di mobbing l’ex primario della Cardiochirurgia Andrea Sala.

Sala e Mariscalco ieri sono comparsi davanti al gup Giuseppe Battarino che dovrà decidere per un rinvio a giudizio o un proscioglimento. Mariscalco aggiunge: «Agli atti il giudice ha una valutazione di quell’operazione dove viene messo nero su bianco che durante l’intervento fu commesso un errore. Anche nel posizionamento della valvola mitralica. Non ho detto nulla di falso e ci sono le prove».

L’errore, o quanto meno il dubbio di un errore in sala operatoria, a fronte di un decesso deve essere segnalato. Tuttavia è la modalità scelta ad avere suscitato parecchia amarezza anche nei familiari della paziente. Una lettera anonima che ha aggiunto apprensione al dolore della perdita. «In ospedale ci hanno chiuso la bocca, diciamo così. Non posso aggiungere altro, forse in futuro ci sarà l’occasione per chiarire meglio». Andrea Sala, il luminare che ha reso la Cardiochirurgia del Circolo un’eccellenza, è stato accusato da Mantovani di averlo mobbizzato.

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