Il delitto del bosco in Valcuvia  Sulla corda il Dna di Mister X

Il delitto del bosco in Valcuvia

Sulla corda il Dna di Mister X

Profilo genetico ignoto sui legacci usati per immobilizzare Colombo. C’è un complice? Giallo anche sul sangue trovato a bordo della vasca

CASALZUIGNO - Delitto Colombo: in campo le analisi scientifiche. E vi sarebbe un profilo genetico ignoto sulla corda utilizzata per legare la vittima. E ci sarebbero grosse difficoltà nell’estrarre il Dna dai resti repertati di Roberto Colombo, 49 anni, scomparso il 24 settembre 2013 e ritrovato cadavere il 12 novembre 2013 sepolto nei boschi di Cariola, frazione di Casalzuigno. Il cadavere era quasi mummificato.

Colombo fu ucciso con due colpi d’arma da fuoco e fu ritrovato legato e avvolto in un sacco di plastica. Dai tessuti molli prelevati dal corpo durante l’autopsia, però, gli inquirenti avrebbero enormi difficoltà nell’estrazione del Dna. Ciò comporterebbe un duplice problema. Il primo: in astratto, senza il Dna, il riconoscimento del cadavere non sarebbe ancora certo. Per assurdo, ma davvero si ragiona in astratto, quel corpo potrebbe non essere quello di Colombo.
Più problematica, invece, la seconda questione: questa sì molto significativa sotto il profilo dell’inchiesta della procura di Varese. Nel febbraio scorso per il delitto fu fermato Emiliano Cerutti, 36 anni, vicino e ex amico di Colombo con il quale la vittima avrebbe avuto in sospeso uno sgarro collegato allo spaccio. Cerutti avrebbe infatti accusato Colombo di avergli rubato un chilogrammo di marijuana. Il fermo era scattato a causa del ritenuto pericolo di fuga a carico del sospettato. Nella cui abitazione gli inquirenti hanno trovato due macchie di sangue. La prima appartiene a Cerutti, e sin qui nulla di strano, la seconda, minuscola e scovata sul bordo della vasca da bagno del fermato, invece no. Gli inquirenti sospettano che quella traccia ematica sia della vittima. Ma senza la possibilità di estrarre il Dna dai resti del cadavere sarà un problema provarlo. Ora gli investigatori vorrebbero proporre una comparazione tra quel sangue e il Dna ricavato dallo spazzolino di Colombo.

Ma Paolo Bossi e Marco Lacchin, difensori di Cerutti, sostengono che vi sia necessità di eseguire anche una seconda comparazione con Dna estratto di un secondo oggetto in uso esclusivo di Colombo. I difensori chiedono inoltre un nuovo sopraluogo nell’abitazione del sospettato. Infine secondo indiscrezioni sulla corda utilizzata per legare il cadavere sarebbe stata trovata traccia di un profilo genetico ignoto. Non appartenente cioè né a Cerutti, né a Colombo.
C’è un complice? Oppure Cerutti è estraneo ai fatti come si professa da sempre? Il 17 dicembre si torna in aula sempre per discutere di perizie in un’indagine ad altissimo tasso scientifico.


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