Mercoledì 25 Giugno 2014

Il falegname che guarda al futuro

Questa storia d’impresa è la storia dei successi di due generazioni di maestri falegnami. Successi sanciti da premi e riconoscimenti, dovuti all’intuizione di Luigi Bina che fondò l’omonima falegnameria negli anni del boom economico iniziando come ebanista. Successi che continuano grazie alle capacità dei figli Massimo e Simona, che hanno proseguito sulla strada dell’eccellenza. A raccontare questa storia straordinaria è Massimo Bina.

«Siamo una falegnameria generica, specializzata principalmente nella produzione di serramenti. Annesso al serramento abbiamo sviluppato e portiamo avanti, con discreto successo, anche quello che è l’arredamento su misura e l’arredamento particolare».

Bina definisce anche la tipologia del cliente al quale quest’eccellenza si rivolge: «Il nostro cliente è colui che fa la casa, l’arredo, fa qualcosa di particolare da inserire nel contesto privato. Non seguiamo più, o meglio seguiamo sempre meno, la nicchia di mercato relativa alle imprese immobiliari, perché questa si è ridotta tantissimo visto il periodo, ma anche per nostra scelta. Abbiamo scelto di seguire principalmente il privato, gli architetti, i progettisti».

Bina prosegue inquadrando le specializzazioni della falegnameria: «Quando entriamo in una casa non facciamo solo i serramenti. Spesso e volentieri facciamo la mensola, l’armadietto, i copridavanzale e qualsiasi cosa possa essere richiesto dal cliente. Questo è un buon servizio, perché oggi il cliente ha tremila necessità, ma non il tempo per gestire tutto. Ecco noi forniamo gran parte delle cose che possono servire in casa». Sempre guardando al rinnovamento «che da sempre è alla base della filosofia della falegnameria. Siamo stati fortunati perché già mio papà, Luigi, ha sempre avuto la voglia di rinnovare in continuazione gli impianti e la struttura. Per questo ora che io e mia sorella, sempre con l’aiuto di papà, teniamo le redini dell’azienda, il cambiamento generazionale è stato più semplice. Non abbiamo dovuto scontrarci su nulla. L’ottica del rinnovamento, della qualità e della tecnologia, era già nel nostro Dna e quindi abbiamo dovuto solamente continuare su questa linea».

È il cliente nota tutto questo. A colpire di più, però, è il magazzino della falegnameria: un vero deposito di essenze. «Lo ha realizzato mio papà nel corso degli anni. Questo magazzino delle materie prime si è arricchito nell’arco del tempo e lo andiamo a rinnovare continuamente, con una serie di essenze che usiamo poi in produzione. Queste essenze vengono tenute per qualche mese, se non per qualche anno, all’interno del deposito in modo tale che il materiale che andiamo a utilizzare è completamente acclimatato alle nostre zone», spiega Bina. Poi c’è il reparto adibito alla verniciatura: «Sì, ma gli investimenti non si sono limitati solo a questo - spiega Bina -Abbiamo investito nella rifinitura del legno, il che vuol dire che prima di andare in verniciatura, trattiamo il legno grezzo con un procedimento che noi chiamiamo super finish. Una sorta di carteggiatura e spazzolatura incrociata in modo tale che tutto il pelo, che sarebbe la fibra trattata del legno, viene eliminata, riuscendo così ad andare in verniciatura in maniera molto più semplice e allo stesso tempo efficace».

Non sorprende quindi che alla falegnameria Bina per farsi conoscere basti il passaparola. La storia di questa realtà che ha lavorato a Milano per il Conservatorio, ha avuto contatti con il Teatro alla Scala e abbia ottenuto il plauso della Soprintendenza alle belle arti per gli interventi eseguiti, è il miglior biglietto da visita. Sempre nel rispetto dello spirito di impresa del fondatore: «Mio padre ci ha trasmesso in primis la necessità di creare un prodotto di alta qualità e di salvaguardare e accontentare qualsiasi cliente e poi la correttezza con le persone, l’onestà, e la possibilità in qualsiasi momento di essere il più chiari possibile nei confronti di chiunque», conclude Bina svelando, con queste parole, il segreto anticrisi di quest’impresa che è da considerarsi d’ispirazione per tutti coloro che vogliono costruire la loro storia di successo. S. Car.

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