Il padre smentisce Bigioggero  «Ecco come andò quella sera...»

Il padre smentisce Bigioggero

«Ecco come andò quella sera...»

Ennesimo colpo di scena nel caso Uva: il padre del testimone chiave ricostruisce gli eventi della notte in cui il figlio fu portato in caserma insieme a Giuseppe Uva

VARESE - Alberto Bigioggero smentito in aula dal padre: “Quella sera - ha detto Ferruccio Bigioggero - Mio figlio e Giuseppe Uva hanno cenato a casa nostra, con me e mia moglie. E insieme abbiamo guardato la partita”. Clamorosa smentita anche sulla telefonata che il figlio fece al padre la notte in cui fu portato in caserma con Uva. Una storia del tutto diversa da quella sostenuta, non senza contraddizioni, da Bigioggero junior, il super teste che la parte civile voleva a tutti i costi fosse ascoltato, nel processo in corte d’assise per la morte di Giuseppe Uva, deceduto il 14 giugno all’ospedale di Circolo di Varese dopo essere stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio. Alberto Bigioggero nei negli anni e poi in aula durante una deposizione in due tranche durata complessivamente 12 ore circa, aveva raccontato di lui e Giuseppe insieme nell’alloggio che condividevano. Di Giuseppe che tornato dal lavoro “si faceva la doccia e utilizzava un balsamo per capelli”, poi insossava abiti puliti. Due amici che poi si mettevano ai fornelli cucinando e bevendo vino rosso. Che sorseggiavano cocktail al bar, guardavano la partita di calcio (Italia-Romania ndr), poi ubriachi andavano ad “ululare” in via Dandolo dove, con i residenti esasperati, spostavano transenne in mezzo alla strada, sino all’arrivo di una pattuglia dei carabinieri. A processo, con l’accusa di omicidio preterintenzionale, ci sono due carabinieri e sei poliziotti che da sei anni Lucia Uva accusa di aver massacrato di botte il fratello portato in caserma, con Bigioggero, dopo l’episodio di via Dandolo. “E’ una storia completamente diversa - ha detto Luca Marsico, codifensore di alcuni degli otto imputati - Un altro film”. E in effetti, sullo svolgimento delal serata, il padre di Bigioggero, ascoltato oggi, ha clamorosamente smentito il figlio. In aula Bigioggero junior aveva detto inoltre di aver chiamato il padre dicendogli: “Corri in caserma stanno massacrando di botte il Beppe”. Bigioggero padre racconta di un figlio tranquillo al telefono che non ha mai menzionato nè Uva nè le presunte botte. E ancora Bigioggero figlio oggi in aula ha ammesso di aver chiesto al padre di dire che aveva sentito che in caserma Giuseppe Uva era stato massacrato. Reazione del procuratore Daniela Borgonovo: “Potrebbero esserci gli estremi per ravvisare il reato di calunnia. Se devo procedere devo capire bene”. Ultimo dato: chiarito in aula che Bigioggero non presentò da solo davanti a un avvocato la denuncia inerente i presunti fatti di quella notte. La denuncia fu redatta da un agente del posto di polizia dell’ospedale davanti a molti componenti della famiglia Uva. Si torna in aula il 23 gennaio.


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