Il palaghiaccio vede la luce  Via libera tra le polemiche
Lo scheletro del palaghiaccio ormai fa parte dello skyline di Busto. Finalmente è arrivato il via libera

Il palaghiaccio vede la luce

Via libera tra le polemiche

Arriva l’atteso ok al campus sportivo di Beata Giuliana a Busto. Il bando in primavera. Ma è subito polemica sulla gestione

BUSTO ARSIZIO - Via libera al campus sportivo di Beata Giuliana. Tra le polemiche. Il palaghiaccio sarà completato: bando in primavera per individuare un gestore privato. «Le obiezioni? Se mi contestano di voler risparmiare dei soldi pubblici, forse la politica non è il mio mestiere» l’amarezza dell’assessore ai lavori pubblici Paola Reguzzoni. Finalmente approvato il bando per il completamento e la gestione del campus sportivo di Beata Giuliana, il comparto di impianti che sorgerà nel quadrilatero tra il Sempione, via Minghetti e viale Stelvio, attorno allo “scheletro” del palaghiaccio i cui lavori sono fermi da quasi un anno e mezzo, quando la Provincia di Varese che li aveva avviati decise di “devolvere” soldi (due milioni e mezzo per ultimare il palaghiaccio e mezzo milione per il parco e le opere accessorie) e progetto al Comune di Busto Arsizio.

Opposizioni scatenate

«Menomale che fu fatta quella scelta» dice ora il sindaco Gigi Farioli, facendo riferimento alle difficoltà finanziarie in cui versa l’ente di Villa Recalcati, che ad esempio non è più in grado di assolvere agli obblighi del protocollo d’intesa Accam nei confronti della città.
Eppure la decisione di affidarsi al privato per portare a termine l’opera e per la successiva gestione finisce nel mirino delle opposizioni. Alberto Rossi (Manifattura Cittadina) chiede di «valutare le alternative» in modo più approfondito, tra le quali anche «la demolizione della struttura» qualora non dovessero emergere scenari sostenibili: la sua mozione viene però bocciata.

Girandola di opinioni

Il sindaco emerito Gian Pietro Rossi (Indipendenti) avrebbe preferito che si «completasse l’opera con i soldi della Provincia invece che affidarsi al privato facendo la “cresta” sulla spesa», visto che solo due milioni verranno compartecipati per completare l’opera. Valerio Mariani (Pd) sottolinea la «schizofrenia della politica sull’impiantistica sportiva» della città: «In una domenica di sport un bustocco dovrà girare tutta la città per recarsi allo stadio Speroni, al palaYamamay, alla pista di atletica di Sacconago e al campus di Beata Giuliana». Ma dalla maggioranza è Francesco Lattuada (Pdl) a ricordare che «tra Lugano e Milano, vista la situazione problematica del palaghiaccio di Varese, non c’è una struttura simile». Rimane basita di fronte alle critiche l’assessore Reguzzoni: «Mi viene contestato di aver risparmiato una parte dei soldi pubblici a disposizione per realizzare l’opera. Dovrebbe essere un merito, ma evidentemente la politica non è il mio mestiere, ma di sicuro è il vostro». Ma precisa: «Non restituiremo quei soldi alla Provincia ma li utilizzeremo per opere utili alla città».


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