Il vescovo su Facebook: «Prudenza fratelli»

Il vescovo su Facebook: «Prudenza fratelli»

L’editoriale della nostra Laura Botter

«Prudenza, fratelli»: Ferox sfoga la sua ira sulla provincia con grandine, nubifragi e basse temperature, ma i varesini, che non stanno solo a guardare, fanno la diretta del maltempo.
Nell’epoca della comunicazione ultra diretta, tutti col naso all’insù con l’occhio ai social per vedere e raccontare cos’accade anche i “pastori di anime” non sono da meno e monsignor Franco Agnesi, vicario episcopale della zona di Varese, ha messo mano al cellulare per documentare il suo rientro dal Brinzio “con guida prudente”.

Uno dei tanti che hanno raccontato, tra apprensione e polemiche, di scuole, negozi, cantine, locali e persino aeroporti allagati.
«Avevo iniziato al mattino - ci spiega Agnesi - a raccontare l’arrivo per l’incontro dei decani della zona a Brezzo di Bedero, dove siamo arrivati tra acquazzoni e un po’ di grandine».
Al ritorno il nuovo post su Facebook. «Quando siamo tornati ho aggiornato la comunicazione. Dalla foto si vede che andavamo a 47 all’ora. Avevo letto su “La Provincia” la news del blocco della strada - che ha costretto uno dei decani, in transito da Laveno a Luino, a tornare indietro facendo un’altra via -, mi sembrava giusto dare l’aggiornamento».

Una maniera di dare una mano semplice, ma efficace. La “vita da social” in queste occasioni serve un po’ a fare compagnia e a tenere impegnati quando siamo impotenti di fronte a quanto capita. Una volta lo faceva la zia, con la mamma al telefono, annunciando la “burrasca” guardando le nuvole intorno alla montagna.
Oggi ci armiamo di connessione e smartphone per verificare quanto la natura, più di tutto, ci metta di fronte all’ineluttabilità di eventi come quello che s’è abbattuto ieri in provincia e alla piccolezza dell’uomo che riesce a trovare confronto e confronto nell’altro.
«Davvero c’è il finimondo di tempo a Varese?» chiedevano in tanti sul web preoccupati per quelli che sono lontani per lavoro o che in città e provincia hanno i loro affetti e “piovono” risposte.

Il “ciclone” non guarda in faccia nessuno e fa il suo corso, mentre l’osserviamo dal calduccio di casa - contenti d’avere l’auto in garage - o, per chi non può e non vuole fermarsi, dall’abitacolo sperando che migliori in fretta.
L’umorismo, intanto, non manca tra chi s’aspetta di veder arrivare i canottieri a forza di remi dalla Schiranna a chi fa battute sul governo.
Passata la bufera, rimane la persuasione che in questa società ipertecnologica, anche se da dietro la tastiera, non manchi l’interesse per quel che accade e anche i sacerdoti rimangono un riferimento nella vita di tutti i giorni: una volta lo facevano con le campane, oggi coi post su Facebook.


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