La gara solidale che fa sposare tradizione e beneficenza
Il pesce in carpione, un modo gustosissimo per riscoprire le nostre origini (Foto by AIFB - www.aifb.it)

La gara solidale che fa sposare tradizione e beneficenza

La Sagra del Carpiun di Cazzago Brabbia incorona la ricetta vincitrice e aiuta il Comune terremotato di Treia

CAZZAGO BRABBIA - Qual è la ricetta più gustosa e davvero legata alla tradizione del pesce in carpione, vera leccornia per gli amanti del pesce di lago, molto diffusa sul nostro territorio? A provare a dare una risposta a questa domanda, sarà la giuria che oggi dovrà decretare il vincitore della tradizionale “Sagra del Carpiun” che si svolgerà a Cazzago Brabbia, in località lago di Piazza.

Ad organizzare la manifestazione, il gruppo giovanile del paese, in collaborazione con la parrocchia di San Carlo, la cooperativa dei pescatori, con il patrocinio del Comune. La gara si consumerà sulle rive del lago di Varese; alle 11 avrà luogo l’assaggio dei piatti in concorso e verrà decretato, dalla giuria, il miglior piatto di pesce in carpione realizzato con ricette esclusive dei partecipanti. Seguirà la premiazione a cura degli esperti di Slow Food della provincia di Varese; alle 12 aprirà lo stand gastronomico, che proporrà diverse ricette a base di pesce di acqua dolce, con replica anche alla sera a partire dalle 19.

La finalità della “Sagra del Carpiun” è benefica; il ricavato della manifestazione sarà devoluto alla popolazione del Comune di Treia, in provincia di Macerata, duramente colpito dal terremoto dello scorso agosto e poi di ottobre. Anche gli amici marchigiani potranno gustare il pesce in carpione che verrà cucinato dai partecipanti alla sagra.

A dare qualche indicazione su come si cucina davvero questo storica ricetta è Santo Cassani, presidente dell’associazione culturale “Il Sarisc” di Oltrona al Lago di Gavirate, nonché grande esperto del lago di Varese. «Sono stato sfidato a partecipare alla gara con la vera e antica ricetta del nostro lago - racconta Cassani - niente a che vedere con quello che cucinano i ristoranti del territorio; carote e sedano erano banditi dalle nostre nonne». Non si tratta soltanto di cucinare un piatto ma di fare un viaggio nelle radici dei nostri avi. «Il carpione era un vero piatto che compariva sulla tavola il venerdì - prosegue lo storico locale - a casa mia provvedeva alla preparazione la zia Dorina, classe 1873, sorella del nonno; i pesci prescelti per il carpione erano l’alborella, la scardola o eccezionalmente il persico e la tinca».

Venerdì era rigorosamente di “magro” a casa di zia Dorina, e se non c’era pesce di lago, sulla tavola compariva un classico come polenta e “cereghit”, ovvero con le uova al burro. Oggi, Cassani presenterà la ricetta del carpione della zia Dorina, quella della riva nord del lago di Varese. Il segreto? Stare indietro con l’aceto e se sembra che scarseggi, aggiungerlo anche in un secondo momento.n


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