La regista varesina bussa alla porta di Papa Francesco
Angelita Fiore ci conduce alla scoperta delle vite all’ombra della Chiesa con il docu-film “Uomini proibiti”

La regista varesina bussa alla porta di Papa Francesco

Un film che può cambiare la storia della Chiesa: si chiama «Uomini proibiti», girato da Angelita Fiore, e tratta uno degli argomenti tabù della millenaria istituzione: l’amore tra un prete e una donna

VARESE - Il film che può cambiare la storia della Chiesa, con la speranza che anche Papa Francesco – il primo pontefice ad aprirsi davvero sulla questione - un giorno possa vederlo.

C’è una regista varesina dietro “Uomini proibiti”, docu-film che tratta del celibato sacerdotale raccontando vicende di uomini e donne che vivono all’ombra di uno dei più incrollabili divieti di Santa Romana Chiesa: l’amore tra un prete e una donna.
Si chiama Angelita Fiore, ha 34 anni, vive a Bologna ma è nata e cresciuta nella Città Giardino, dove ha frequentato il liceo classico Cairoli e iniziato a girare i primi documentari.

UOMINI PROIBITI - crowdfunding http://it.ulule.com/uomini-proibiti/ from Forbidden Men - Film on Vimeo.


Quegli “Uomini proibiti”

Dopo la laurea in cinema, ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Studi Teatrali e Cinematografici presso il Dipartimento di Musica e Spettacolo di Bologna e “Uomini proibiti” è la sua opera prima: «L’idea di approfondire un tema del genere c’era da tempo – spiega – e nasceva da un ragionamento sulle vita degli uomini di chiesa, “costretti” a rinunciare a una parte importante dell’esistenza di ogni essere umano. È stato un percorso molto lungo, non facile, in cui mi sono accostata a persone obbligate a vivere nascoste e nel silenzio, ma dotate di una grande forza d’animo».
Partire da un dato può essere utile per capire meglio di cosa si stia scrivendo: sono più di 120 mila nel mondo i preti che abbandonano la chiesa per farsi una famiglia o che hanno una donna segreta.

«Un’inchiesta, non uno scoop»

Un esercito che la Chiesa non può ignorare e che ha costituito il punto di partenza della ricerca di Angelita: «Nel film il celibato ecclesiastico è riassunto sotto diversi punti di vista – continua la regista – attraverso storie di donne che si intrecciano inevitabilmente con quelle dei sacerdoti. Ci sono anche le testimonianze dei figli di queste coppie illegittime, ci sono gli adeguamenti, le sofferenze, le rinunce. Ho voluto fare un’inchiesta, non uno scoop: l’argomento è trattato più delicatamente possibile».
“Uomini proibiti” è stato realizzato con il contributo di Emilia-Romagna Film Commission e con il sostegno della Cineteca di Bologna e del Centro per lo sviluppo dell’audiovisivo e l’innovazione digitale in Emilia-Romagna. La produzione è a cura di Roberta Barboni e Maxman e ora si è nella fase di post-produzione. Per finanziarla è stato aperto un crowfunding su www.ulule.com/uomini-proibiti, con l’obbiettivo di raggiungere quota 5000 euro. Il film, che sta catturando l’attenzione anche a livello internazionale, è stato selezionato per il Biografilm Festival di giugno a Bologna.


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