«Li abbiamo sentiti ma non riuscivamo a muoverci»

«Li abbiamo sentiti ma non riuscivamo a muoverci»

I ladri entrati dalla finestra, poi probabilmente hanno narcotizzato le vittime. Via con l’auto

PORTO CERESIO - «Li abbiamo sentiti. Abbiamo sentito la macchina che andava via. Non riuscivamo ad alzarci dal letto. Probabilmente ci hanno spruzzato qualcosa addosso. Non siamo riusciti a reagire». Porto Ceresio, 24 ottobre. Notte fonda. Stella racconta: «Ci hanno rubato un’Audi A1 bianca».

Dà anche la targa “EP 255 LS” e aggiunge un appello: «Chiunque veda questa macchina lo segnali al 112. Abbiamo fatto denuncia ai carabinieri. Speriamo la abbandonino da qualche parte».

Lei e la sua famiglia sono le ultimo vittime della “banda dei buongustai”. Ladri che entrano in casa e mangiano allegramente, prima di ripulire l’abitazione. È accaduto a Clivio una decina di giorni fa. «Secondo noi sono gli stessi – spiega Stella – Hanno fatto esattamente quello che hanno fatto a Clivio, lo abbiamo letto dai giornali. Sono loro».

Quella subita «è una violenza che non so spiegare». I ladri hanno fatto un buco in una finestra al piano terra della villetta di famiglia. «Erano almeno in due – spiega la vittima – chi è entrato per primo ha aperto la porta al complice o ai complici. Noi eravamo in casa, come ho detto, ma non siamo riusciti ad alzarci dal letto. Sentivamo come in lontananza e loro si sono serviti».

I ladri, certi di non essere scoperti, hanno apparecchiato la tavola. Tovagliette, stoviglie, bicchieri, ogni confort. «Hanno mangiato abbiamo trovato gli avanzi. Wurstel, la bistecchina di pollo panato nel pan carrè anche il formaggio – spiega Stella – Una cosa impressionante. Noi eravamo in casa. E non riuscivamo a muoverci». Non solo. Il dettaglio più raggelante. In casa dopo che il torpore li ha finalmente lasciati liberi i derubati hanno trovato una sola impronta: «Uno scarpone – spiega Stella – Una sola impronta rilevata anche dai carabinieri. Poi si sono messi le nostre ciabatte per non lasciare altre tracce. È orribile. E’ una violenza inaudita. Si sono messi le nostre ciabatte. Hanno mangiato alla nostra tavola».

Poi hanno visto «le chiavi della macchina – spiega la vittima – attaccate a un gancio vicino alla porta. Se le sono trovate lì. Hanno acceso l’auto e sono andati via. E noi abbiamo sentito in lontananza la macchina partire ma non riuscivamo a svegliarci completamente. E’ un incubo. Chiunque avvisti l’auto, la targa la stiamo fornendo proprio per questo, deve immediatamente chiamare il 112. Già ci hanno violato, ora non devono assolutamente avere tutto».


© RIPRODUZIONE RISERVATA