Mafia, fermi i sette beni sequestrati
La manifestazione antimafia dell’aprile 2014 a Busto (Foto by varesepress)

Mafia, fermi i sette beni sequestrati

Dovrebbe bastare un anno: invece per gli immobili bustocchi tutto arenato da quattro. Lettera a prefettura e Agenzia nazionale per accelerare le pratiche dell’affidamento

BUSTO ARSIZIO - Beni confiscati alla mafia, «è ora di utilizzarli». A Busto Arsizio ce ne sono sette, ma sono fermi da quattro anni, mentre l’affidamento dovrebbe essere completato «entro un anno», come ammonisce l’avvocato Manila Filella, esperta in materia e ospite della seduta pubblica dell’Organismo per il monitoraggio della criminalità organizzata del Comune di Busto Arsizio.

Incagliata dal 2011

«Attiveremo la prefettura e l’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati per far ripartire l’iter», annuncia Walter Fazio, delegato dal sindaco Gigi Farioli a partecipare all’incontro, in qualità di presidente della Consulta antimafia istituita dal primo cittadino (che nel frattempo si è “fusa” con quella istituita dal consiglio comunale).
Ma la partita si è incagliata. Nel 2011 infatti l’amministrazione comunale aveva ricevuto i beni confiscati alla mafia, avviando l’iter per l’affidamento: si era parlato dell’associazione Ammazzateci Tutti e di altre associazioni giovanili, poi la burocrazia ha bloccato tutto.

«Questione complessa»

«È una questione complessa - ammette Walter Fazio, ex assessore alla Sicurezza ed ex vicequestore - Ma le indicazioni dell’avvocato Filella ci sono state utili per riavviare l’iter di affidamento. Abbiamo già scritto all’Agenzia nazionale e solleciteremo la prefettura di Varese per capire come muoverci per accelerare».
A Busto Arsizio i beni confiscati sono in tutto sette, sugli 83 presenti in tutta la Provincia di Varese: si tratta nel dettaglio di quattro appartamenti, un negozio e due autorimesse. L’immobile si trova in via Quintino Sella, ma finora è rimasto inutilizzato, nonostante le richieste. Ora l’organismo antimafia prova a spingere per far ripartire l’iter.
«Questa iniziativa è un punto di partenza - spiega il presidente della consulta Davide Borsani - Faremo tesoro dei suggerimenti per intraprendere questa strada, convinti che l’organismo insieme all’amministrazione possa fare un ottimo lavoro. Speriamo di ottenere al più presto dei risultati per riutilizzare almeno uno dei sette beni confiscati».

«Tempistiche disarmanti»

Ma uno dei rappresentanti dell’organismo, l’ex segretario dei Giovani Democratici Massimo Brugnone, chiede all’avvocato Filella se «si può fare ricorso se l’Agenzia e la prefettura non si attivano», come è stato finora nel caso dell’immobile di Busto Arsizio. E l’esperta risponde in modo secco: «Resta solo la Procura».
L’obiettivo che si prefigge l’organismo antimafia ora è di non dover arrivare a quel punto. Anche se il consigliere del Pdl Francesco Lattuada ammette, desolato: «È disarmante che ci voglia così tanto tempo per ottenere l’affidamento di un bene confiscato alla criminalità organizzata. Lo Stato per primo dovrebbe rispettare la legalità, a maggior ragione in casi come questo». Ora finalmente si smuoverà qualcosa?


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