Malpensa Express, mobilitazione totale  La rabbia dei pendolari finisce a Roma
Va avanti la battaglia di Busto per il Malpensa Express

Malpensa Express, mobilitazione totale

La rabbia dei pendolari finisce a Roma

Il sindaco difende la fermata di Busto. Interrogazione parlamentare targata D’Adda. I numeri del servizio: alle Nord 1500 utenti al giorno, qualche centinaia sul diretto

BUSTO ARSIZIO - Caso Malpensa Express, mobilitazione a tutti i livelli. La politica bustocca saprà riconquistare la fermata del “diretto” per Cadorna? Sono circa 1500 i pendolari che tutti i giorni utilizzano la stazione di Busto Nord, qualche centinaio dei quali salgono sul Malpensa Express.
La soppressione dell’unico treno veloce diretto al centro di Milano (in mezz’ora di viaggio, contro i 43 minuti che impiegherà dalla stazione di Busto Nord il futuro collegamento regionale Malpensa-Milano Porta Garibaldi) lascia prevedere notevoli danni per la città.

Farioli sollecita un incontro

Così il sindaco Gigi Farioli, dopo il rinvio del tavolo tecnico su Malpensa che era inizialmente programmato per ieri in Regione, prende ancora carta e penna per «sollecitare incontri» con i vari attori della vicenda (ministero, Regione, Trenord). Ricordando che «il sacrificio territoriale di gran parte del basso Varesotto, la delocalizzazione di interi nuclei urbani, la previsione di sviluppo dell’aeroporto di Malpensa come aeroporto strategico internazionale, gli investimenti per l’interramento» rischiano di essere vanificati dai nuovi orari ferroviari che tagliano fuori Busto Arsizio dal “diretto” Malpensa-Cadorna, nonostante il «ruolo decisivo di snodo ferroviario» che proprio la città giocherà nei collegamenti tra Malpensa e la fiera di Rho con i raccordi ferroviari X e Y che tagliano in due l’abitato di Busto. Ecco perché «è insostenibile e ingiustificabile la soppressione della fermata di un treno, il Malpensa Express, che dalla sua nascita ha goduto dei contributi al trasporto pubblico locale e del contributo di molti pendolari, che hanno con ciò sgravato treni regionali altrimenti difficilmente sostenibili»
Arriva anche una raffica di interrogazioni parlamentari da parte dei rappresentanti eletti a Busto Arsizio. La senatrice Erica D’Adda (Pd) incassa il sostegno dei colleghi deputati Angelo Senaldi e Maria Chiara Gadda: con la sua interrogazione urgente al ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi chiede «soluzioni» per un problema «già segnalato al Presidente Maroni e alla società Trenord senza risultato alcuno».

«Il governo intervenga»

Per i parlamentari Pd, «le scelte rischiano di avvantaggiare notevolmente operatori ferroviari esclusivamente commerciali come Ntv e Frecciarossa», mentre «fra qualche mese l’avvio di Expo 2015 avrà necessità che l’Altomilanese divenga parte attiva nei collegamenti infrastrutturali con la città metropolitana».
Il deputato del gruppo misto Ivan Catalano (ex grillino), chiede al ministro «se il governo non ritiene di intervenire, cooperando con Regione Lombardia e i Comuni, per una riorganizzazione del locale trasporto ferroviario tale da soddisfare le esigenze di interscambio modale con l’aeroporto senza compromettere la mobilità pendolare».


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