Martedì 07 Ottobre 2014

«Me ne vado»: tribunale a rischio tracollo

Giustizia varesina al collasso: fioccano le richieste di trasferimento tra personale amministrativo e magistrati. Gli avvocati: «Situazione drammatica. Arriveremo alla paralisi». L’ufficio gip-gup paradossalmente rischia una scopertura del 100%.

Tutti e tre i gip-gup del tribunale di Varese, Giuseppe Battarino, responsabile dell’ufficio, Anna Giorgetti e Stefano Sala, hanno infatti chiesto di essere trasferiti ad altra sede: in capo a un anno il secondo piano del palagiustizia potrebbe essere deserto.

La funzione del gip e del gup è fondamentale per un’efficace amministrazione della giustizia: sono questi infatti i magistrati che, nel ruolo di gip, autorizzano provvedimenti in fase d’indagine mirati a far luce su eventuali illeciti penali.

Tutti attorno a un tavolo

Dalle intercettazioni alle misure di custodia cautelare che mettono gli indagati in condizioni di non fuggire, reiterare il reato o inquinare le prove.

Nel ruolo di gup presiedono l’udienza preliminare nel ruolo super partes di garanti della giustizia stabilendo se l’indagato debba affrontare un processo o essere prosciolto. Ieri, nel corso del primo tavolo di confronto per affrontare le problematiche relative alla crisi della giustizia varesina richiesto dalla camera penale di Varese e caldeggiato dalla corte d’Appello di Milano, il bilancio degli aspiranti partenti è stato ufficializzato da Battarino.

Al tavolo erano presenti oltre al presidente del tribunale Vito Piglionica, tutti i soggetti interessati dal sistema giustizia.

Dalla presidente della camera penale Patrizia Esposito, a rappresentanti dell’ordine degli avvocati di Varese, sino al nuovo procuratore di Varese Daniela Borgonovo.

Scoperto del 50%

La notizia delle richieste di trasferimento è stata una doccia gelata. Se le richieste dei magistrati venissero accolte il tribunale rischierebbe uno scoperto in organico sul fronte giudici di oltre il 50%.

Drammatico sarebbe invece l’accoglimento di tutte le 13 domande di trasferimento piovute dal personale amministrativo.

L’organico in pianta completa prevede, per Varese, la disponibilità di 66 unità. Lo scoperto in organico, sul fronte amministrativo, attualmente si attesta sul 40%.

Togliendo personale con l’accoglimento dei 13 interpelli presentati si toccherebbe quota 60%. «E sarebbe la paralisi – commenta brevemente Esposito che, tra l’amareggiato e l’ironico, aggiunge – Tanto vale proporre un istanza di fallimento per il tribunale di Varese».

La situazione è grave «e non può che peggiorare a questo punto» aggiunge Esposito.

Le stesse parole utilizzate in più occasioni dal presidente Piglionica: «I concorsi sono bloccati da 15 anni. Per ogni cancelliere trasferito o che raggiunge l’età pensionabile, non ci viene mandato nessuno in sostituzione».

A febbraio arriveranno quattro nuovi giudici: magistrati di prima nomina destinati a Varese. «Ma arriveranno a febbraio», ha aggiunto Piglionica. E nonostante i concorsi aperti ad oggi non ci sono richieste di trasferimento da parte di magistrati da altri tribunali d’Italia in direzione Varese.

Un appeal pari a zero

Pare che il nostro tribunale non abbia appeal sotto questo punto di vista. Nel frattempo la situazione delle cancellerie resta drammatica.

Quelle dell’ufficio gip-gup restano chiuse in quanto a causa della carenza di personale non è possibile tenerle aperte per gli avvocati e contemporaneamente fronteggiare le udienze. I penalisti varesini saranno in sciopero, per denunciare questa situazione, dal 14 al 19 ottobre.

Piglionica in più occasioni ha ribadito: «Non ci sono fondi, non ci sono stanziamenti. La situazione è di estrema difficoltà».

Varese

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