Sabato 06 Dicembre 2008

"Mi ha salvato la sciarpa
ho visto la morte in faccia"

GALLARATE «La sciarpa mi ha salvato la vita», questo uno dei commenti di Nicolò G., 31 anni di Usmate Velate, mediatore finanziario con piccoli precedenti di polizia alle spalle, vittima del tentato omicidio consumatosi intorno alle 15 di giovedì in via San Rocco.

Alam Acosta, dominicano di 42 anni residente a Gallarate e titolare di una non meglio specificata azienda in cerca di finanziamenti, è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria con l’accusa di tentato omicidio. Lui, armato di taglierino rivestito in plastica gialla, ha colpito con un fendente alla gola il trentunenne seduto al computer: l’aggressione è avvenuta alle spalle, altrimenti mai Acosta, alto circa un metro e 65 avrebbe potuto ferire la vittima, alta un metro e 90 centimetri, al collo.
Nicolò G. indossava una sciarpa e stando a lui quel corposo strato di lana ha impedito alla lama (penetrata per circa 3 millimetri a poca distanza dalla carotide) di ucciderlo. Il racconto reso dalla vittima alla polizia di Gallarate, coordinata dal pm Luca Gaglio, è agghiacciante: «Mi ha colpito, poi ha esclamato "scusa che cosa ho fatto". Quindi ha cercato di colpirmi una seconda volta».

Lo scenario all’interno del quale il tentato omicidio è maturato è ancora oggetto di indagine: stando a quanto appurato sinora il dominicano necessitava di denaro per capitalizzare la propria azienda. E si sarebbe rivolto a Nicolò G., quale intermediatore, per ottenerlo. I due, però, non avrebbero mai raggiunto un accordo e il dominicano, esasperato dai continui mancati arrivi di capitale, avrebbe dato in escandescenza dopo «averci rimesso la faccia con le banche».
L’altro ieri, i due, si sono incontrati in via San Rocco negli uffici di un’impresa edile (estranea ai fatti): pare che il dominicano conoscesse un dipendente della ditta e avesse realizzato una copia delle chiavi degli uffici per poter utilizzare qui internet. Stando alla vittima l’aggressore lo avrebbe colpito prima con un bastone poi con un taglierino: fondamentale capire (per la premeditazione) se il taglierino si trovasse in ufficio (come dicono taluni dipendenti) oppure fosse già in possesso del dominicano come sostiene la vittima.
Dopo aver ferito l’aspirante socio Acosta si è dato alla fuga riuscendo ad arrivare a casa e a liberarsi dei vestiti sporchi di sangue (ritrovati dagli inquirenti in un cassonetto). Si è costituito alla polizia poche ore dopo.
Salva la vittima, la prognosi è di 15 giorni, in carcere l’aggressore.

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