«Nessun ricatto, il sesso era consensuale»
L’esterno del tribunale di Varese. Ieri l’interrogatorio davanti al gip di Leonardo Giuliani

«Nessun ricatto, il sesso era consensuale»

Il vigile arrestato per violenza sessuale, tentata estorsione e stalking respinge le accuse davanti al gip. L’avvocato: «Con le due donne rapporti consenzienti». Perché la denuncia? «Sarà oggetto d’indagine»

Commissario accusato di violenza sessuale, tentata estorsione e stalking: parla Leonardo Giuliani, 45 anni di Besozzo, arrestato martedì scorso nell’ufficio delle polizie locali del Medio Verbano dove lavora dal 2010. Ieri l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Giuseppe Battarino: Giuliani respinge tutte le accuse e passa al contrattacco. E potrebbe aprirsi un secondo filone d’indagine in seno all’ufficio di Cittiglio.

Quello che Giuliani ha reso è stato un lungo interrogatorio: “Oltre un’ora e mezza”, precisa Marco Lacchin, difensore del commissario. In primo luogo Giuliani ha «rigettato ogni accusa – spiega Lacchin – Ha rigettato con estrema forza tutte le contestazioni che gli sono state mosse». Otto mesi fa circa, proprio all’ufficio delle polizie locali del Medio Verbano, erano arrivate segnalazioni si comportamenti anomali da parte del funzionario pubblico. Ne era nata un’indagine sfociata nell’arresto di Giuliani da parte dei carabinieri di Luino. Due donne l’hanno denunciato per violenza sessuale. Il racconto, speculare delle presunte vittima, vede il commissario, con compiti di polizia annonaria e quindi con potere di controlli a carico delle attività commerciali, pretendere favori sessuali dalle due con la minaccia, in caso di rifiuto, di far chiudere, o comunque creare problemi, alle loro attività. «Il mio assistito ha negato l’accusa di violenza sessuale – spiega Lacchin – Ha ammesso di aver avuto dei rapporti sessuali non completi con queste due donne, ma erano rapporti assolutamente consenzienti. La due denuncianti non hanno subito alcuna violenza sessuale, i rapporti erano consensuali».

Non solo: Giuliani ha spiegato di aver controllato in un anno tutti gli esercizi commerciali presenti sul suo territorio di competenza. «Li ha controllati tutti perché questo era suo compito – dice l’avvocato – Nessuno escluso. Questo prova che non vi fu alcuna pressione in questo senso sulle due denuncianti. Nessuna minaccia, nessuna richiesta di favori sessuali per evitare controlli». L’arrestato, che è ai domiciliari, ha inoltre motivato anche le telefonate e i messaggi alle due presunte vittime. Un comportamento normale con persone con le quali ha avuto una relazione intima.

A questo punto, però, la domanda è spontanea: perché se c’è stata relazione consensuale Giuliani è stato denunciato dalle due donne? «Abbiamo fornito un’ampia spiegazione del perché – dice Lacchin – Ma non è possibile rivelare nulla perché queste dichiarazioni potrebbero diventare oggetto di indagine da parte dell’autorità giudiziaria». L’avvocato aggiunge che, sempre in seno all’interrogatorio, il commissario «ha fornito un quadro completo e dettagliato dei rapporti che esistevano all’interno dell’ufficio di polizia locale». Lacchin ha quindi depositato un’istanza chiedendo non la revoca ma un’attenuazione della misura di custodia cautelare a carico di Giuliani. Il gip si è riservato.


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