Pista per la Bersagliera Scherzo, ma non troppo
Toponomastica goliardica, ma perfettamente copiata da quella ufficiale: dedicata alla mitica Bersagliera

Pista per la Bersagliera
Scherzo, ma non troppo

Compare un cartello carnevalesco sulla ciclabile di via Gabardi. Ricorda la prostituta più famosa della città. E l’idea fa breccia

BUSTO ARSIZIO - Sorpresa in viale Gabardi, spunta un cartello di intitolazione della pista ciclabile alla Bersagliera, storica meretrice che esercitava in quella zona. È uno scherzo di Carnevale, ma la proposta diventa seria: «La sua è una figura popolare da celebrare e ricordare» per il consigliere del Pdl Francesco Lattuada.
Il cartello “abusivo”, ma realizzato in modo impeccabile, è comparso tra martedì e mercoledì in viale Gabardi, tra il PalaPiantanida e la clinica Santa Maria Multimedica, dove sono in corso i lavori per la pista ciclopedonale.

«Nulla di cui scandalizzarsi»

C’era scritto “La Bersagliera”, come se quella via, o il percorso per bici e pedoni, fosse realmente intitolato alla memoria della mitica Emilia, o Amelia (altri sostengono si chiamasse Maria o Pinuccia), una vera istituzione di quella zona.
Era la più anziana prostituta della ex Manchester d’Italia e se n’è andata nel 2008 all’età di 83 anni, dopo aver “battuto” i marciapiedi tra viale Boccaccio e viale Gabardi fino alla vecchiaia. Sempre con la sua bicicletta Graziella.
Il cartello, frutto di una goliardata in tono con il periodo di Carnevale, è stato rimosso dalla Polizia locale, ma ha subito innescato un dibattito sulla figura della Bersagliera.
«Doveroso celebrarla nella memoria della città in maniera tangibile - sostiene Francesco Lattuada, consigliere comunale del Pdl - Non so se con una via o altro, visto che in passato c’era stata la richiesta di intitolarle il settore dei popolari dello stadio Speroni, quello frequentato dagli ultras. In ogni caso non ci sarebbe nulla di cui scandalizzarsi, perché quella della Bersagliera è una figura popolare con la sua dignità, di quelle che ai bustocchi piacciono».

«Dovremmo imparare da lei»

Da questo punto di vista lo stesso Lattuada sente di aver qualcosa in comune con la mitica Emilia: «Come lei era “la prostituta”, io vengo identificato come “il nazista” - riferimento ai suoi trascorsi giudiziari, conclusi di recente con un proscioglimento - Sono figure che dimostrano che c’è un tessuto comunitario, una storia condivisa e da ricordare. In fondo la Bersagliera era un residuato della legge Merlin, una persona che da una situazione di lavoro legale si era trovata letteralmente in mezzo a una strada».
Per l’ex consigliere leghista Adriano Unfer, la Bersagliera «era un pezzo di storia, anzi per dedizione al lavoro molti dovrebbero imparare da lei, specialmente alcuni appartenenti alla classe politica». Anche se «un’intitolazione forse è eccessiva. Non vorrei che le anime belle si risentissero».


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