Profughi al lavoro sul lago: tengono pulite le spiagge
Continua a tenere banco il dibattito sui profughi: a Maccagno hanno iniziato a lavorare (Foto by Archivio)

Profughi al lavoro sul lago: tengono pulite le spiagge

Funziona il modello di accoglienza a Maccagno: «C’è integrazione». In vista della regata 24 migranti impegnati in piccole manutenzioni

L’accoglienza dei profughi in provincia di Varese ha da tempo diviso l’opinione pubblica tra critici allarmisti e accoglienti possibilisti. Quello che rimane da vedere, al netto di ogni ideologia, paura o buonismo insensato sono i fatti.
È nota da tempo l’apertura di Silvio Aimetti il sindaco di Comerio che ha offerto un alloggio di suo proprietà a sei rifugiati, mentre a Maccagno con Pino e Veddasca i 24 migranti giunti qui da qualche settimana hanno iniziato a darsi da fare in opere pulizia e manutenzione.

Ospitati a Le Ceppaie

I ragazzi ospitati nella struttura Le Ceppaie e fuggiti dal caos bellico del centro Africa, da lunedì lavorano gratuitamente al decoro e alla sistemazione delle spiagge maccagnesi: la loro opera prevede la sistemazione della parte a lago in previsione del grande appuntamento sportivo del fine settimana, le regate Coastal Rowing di questo fine settimana.
I profughi, tra i quali vi sono anche minorenni, si dedicano anche a piccole opere di manutenzione alla struttura che li ospita. Interventi significativi per il grandissimo valore di impegnare questi giovani e far compiere loro passi importanti verso l’integrazione e l’accettazione da parte di una comunità che fino ad ora è stata quasi indifferente alla loro presenza. Obiettivo raggiungibile anche grazie all’attento lavoro della cooperativa che li segue. I giovani provenienti da Lampedusa stanno frequentando anche un corso di lingua italiana per agevolare la loro integrazione, ma il significato forte che può avere questa loro opera volontaria è sottolineato dal primo cittadino maccagnese: «I criteri di accoglienza che avevo pensato sono due - dice il sindaco Fabio Passera - uno ha ragioni umanitarie: fuggono dal terrore della guerra e dalla fame; l’altro è sapere che non sono qui a fare le vacanze. Abbiamo cercato di coinvolgerli in alcune attività legate al nostro territorio: questa è l’accoglienza che cerchiamo di garantire integrandoli nel nostro tessuto sociale. Il lavoro credo che sia un fattore importante di dignità personale -prosegue Passera- L’idea, nel nostro piccolo, è quella di gestire l’arrivo dei migranti al meglio; si rimboccheranno le maniche e ci aiuteranno a restituire alla comunità una parte del territorio che necessita di manutenzione».

Ora tocca a Dumenza

Maccagno potrebbe diventare un modello di integrazione, le prerogative ci sono tutte nonostante qualche parere contrario; così come a Dumenza, dove qualcuno storce il naso alla notizia dell’arrivo prossimo di nove migranti. I profughi saranno ospitati nei locali della Parrocchia e questa notizia per ora preoccupa solo una esigua minoranza di scettici.


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