Quando il gioco sfugge di mano
Conferenza sul gioco d’azzardo patologico a Olgiate Olona (Foto by Sara Bartolini)

Quando il gioco sfugge di mano

Mercoledì 21 ottobre, al teatrino di Villa Gonzaga a Olgiate Olona si terrà una conferenza sul gioco d’azzardo patologico, tra prevenzione e cura

Mercoledì 21 ottobre, al Teatrino di Villa Gonzaga, alle ore 21, il comandante della Polizia Locale Alfonso Castellone e il professor Vincenzo Marino, psichiatra direttore del Dipartimento Dipendenza dell’Asl di Varese, saranno i relatori di una conferenza sulla dipendenza dal Gioco d’Azzardo, focalizzata sul come prevenire e curare questa malattia sociale.
Sarà una occasione per richiamare l’attenzione di tutta l’opinione pubblica sul tema e mettere a fuoco il pericolo e i rischi connessi al gioco d’azzardo, fenomeno pericoloso che rovina le vite delle nostre famiglie e dei nostri ragazzi.
La Lombardia è la regione italiana nella quale il fenomeno della dipendenza da gioco d’azzardo è più rilevante: aumentano i giocatori e, contemporaneamente, le persone che sviluppano una dipendenza. In soli due anni gli utenti seguiti dai servizi per le dipendenze da gioco (Ser.t.) in Regione Lombardia sono aumentati del 70%.
Lo stesso Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in occasione del decreto istitutivo del nuovo Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo, ha riferito che in Italia tre milioni di persone rischiano di sviluppare una dipendenza dal gioco e che questo dato consegna un allarme sanitario.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) segnala che il numero di giocatori d’azzardo è in crescita e rappresenta il 3% della popolazione adulta; questo dimostra che il gioco risponde a un bisogno di socializzazione, funge da antidoto alle ingiustizie sociali, diventa uno strumento per abolire le differenze, la soddisfazione di bisogni di sfida e di disprezzo per la vita di routine, e compensa il malessere individuale e sociale. Le ricerche indicano che il volume del gioco aumenta in presenza di forti crisi sociali e rappresenta un’alternativa all’azione costruttiva per accedere al reddito. Quando il gioco non è più solo un passatempo ma lo si fa in maniera compulsiva aumentando progressivamente la frequenza delle giocate, diventando una dipendenza, siamo di fronte al “Gioco d’Azzardo Patologico” (GAP).
Le conseguenze negative sono spesso molto pesanti e comportano non soltanto il dissesto economico e patrimoniale, ma anche, nelle situazioni più gravi, il logorio delle relazioni familiari, la perdita del posto di lavoro, lo sviluppo di problematiche psicopatologiche come ansia e depressione.
Mettiamo allora in campo tutte le misure necessarie per sensibilizzare la cittadinanza evitando che il gioco da passatempo diventi dipendenza.


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