Revocati i domiciliari  Castiglioni è libero ma solo a Varese
Gianfranco Castiglioni fu arrestato lo scorso 13 giugno (Foto by varesepress)

Revocati i domiciliari

Castiglioni è libero ma solo a Varese

Arresti domiciliari ritirati per Gianfranco Castiglioni: il gup varesino Stefano Sala allenta le maglie e concede l’obbligo di dimora

L’imprenditore potrà muoversi liberamente in Varese: non potrà però oltrepassare i confini del capoluogo.
Gianfranco Castiglioni
era stato arrestato lo scorso 13 giugno insieme al figlio minore Davide (per il quale non esiste più alcuna misura di custodia cautelare) e a due manager, Massimo Santoro e Maria Elisa Affri, di altrettante aziende con sede a Spoleto, la Isotta Fraschini (attiva nel settore della ghisa) e la ex Pozzi (alluminio), di proprietà dello storico Casti Group.
Il fermo era scattato al termine di un’indagine messa in campo dalla Guardia di finanza di Spoleto. La procura della Repubblica umbra contesta ai cinque fermati «una vera e propria associazione a delinquere finalizzata a commettere una serie di illeciti tributari reiterati nel tempo, attraverso la contabilizzazione di numerosissime operazioni commerciali fittizie tra società appartenenti al medesimo gruppo».
Al quartetto sono contestati reati fiscali che vanno dall’omesso versamento di ritenute operate ai dipendenti (oltre 5 milioni di euro) all’utilizzo nelle dichiarazioni fiscali di fatture per operazioni inesistenti (qui le imposte evase sarebbero di circa 52 milioni), alla presentazione di dichiarazioni Iva infedeli con tanto di alterazione dei registri (4,5 milioni). E ancora 2 milioni di evasione per illecita compensazione di imposte dovute con crediti fittizi, emissione di fatture false e addirittura l’occultamento di tutto l’impianto contabile per gli anni precedenti il 2008.

Per una delle società inoltre sono contestate false comunicazioni sociali per l’occultamento nel bilancio 2011 delle reali perdite (oltre 10 milioni all’epoca) e l’omesso versamento tra il 2007 e il 2011 delle ritenute previdenziali e assistenziali sui dipendenti per oltre 7,5 milioni. Il profitto dei reati contestati ammonta così a oltre 63 milioni di euro.

Castiglioni aveva già ottenuto alcuni mesi fa il permesso di interloquire con terzi, fortemente voluto dal patron per salvare le aziende del gruppo e centinaia di posti di lavoro. Castiglioni ha messo a disposizione il suo intero patrimonio personale e familiare a tale scopo.


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