Mercoledì 07 Maggio 2014

Scafista di strada preso al confine

In auto nascondeva 12 profughi

Gli scafisti su “quattro ruote” arrivano nel Varesotto diretti in Svizzera. Primo caso a Clivio
(Foto by archivio)

“Scafista” su quattro ruote fermato dalla guardia di finanza del Gaggiolo: è il primo casa di “tratta” registrato in provincia di Varese con queste modalità. In quella Kia Carnival guidata da un brasiliano di 34 anni, a sua volta clandestino, c’erano 13 persone. Esseri umani schiacciati sui sedili e persino nel bagagliaio. Con l’autista, arrestato immediatamente, viaggiavano 12 eritrei: dieci uomini, una donna, e un bimbo di appena due anni. Nessun documento, nessuna parola di italiano conosciuta, nessun bagaglio. Denutriti, intirizziti, spaventati gli eritrei hanno rifiutato di fornire le loro generalità agli inquirenti.

Erano le quattro di mattina

Il blitz dei militari della Gdf è scattato alle 4 di ieri mattina; all’altezza della rotonda delle quattro strade a Clivio, quando una pattuglia delle fiamme gialle impegnata in un servizio di controllo ai valichi, ha incrociato la Kia. Unica auto su strada, nel buio, diretta presumibilmente al confine con la Svizzera. Immediato è scattato l’alt e il brasiliano, che ieri mattina in sede di udienza direttissima, ha dichiarato di essere alla sua prima volta da traghettatore di disperati, si è fermato. La situazione in auto era evidente. E l’analisi del gps della Carnival ha svelato il punto di partenza del viaggio: la stazione Centrale di Milano. La stessa stazione che da giorni è al centro di polemiche. Lì, a più ondate, si sono ammassati quasi sei mila profughi, nella maggior parte siriani, ma anche eritrei e somali. Persone sbarcate a migliaia, arrivate sulle coste di Sicilia e Puglia, a bordo dei gommoni o delle cosiddette carrette del mare. È certo che anche i 12 eritrei, bimbo compreso, abbiano compiuto quello stesso viaggio: tre giorni in mare. Poi il trasporto sino a Milano, non è chiaro con quali mezzi.

Su commissione

Quel brasiliano che ieri notte è arrivato a recuperarli: un italiano gli avrebbe commissionato il viaggio sino al confine svizzero, pagandolo 90 euro. In tasca i finanzieri del Gaggiolo gli hanno in effetti trovato quella cifra. L’italiano misterioso gli avrebbe dato anche una Viacard per pagare il pedaggio autostradale. Addosso a uno dei clandestini, presumibilmente il leader del gruppo, sono stati trovati quattro mila euro in contanti. Circa 400 euro a testa (bimbo escluso) per il trasporto oltre confine di ognuno degli adulti. Somma che sarebbe stata pagata presumibilmente a destinazione raggiunta.

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