«Schiacciato e ferito per fermare un’ubriaca. La mia vita è cambiata»
Antonio Reiner, uno degli agenti premiati con un encomio solenne

«Schiacciato e ferito per fermare un’ubriaca. La mia vita è cambiata»

L’agente di polizia Antonio Reiner è stato premiato ieri, 24 gennaio, durante la festa dei vigili. «A un anno di distanza ho quattro punti di invalidità e non esco più sulla strada »

VARESE - «Sono contento di tutto ciò che ho fatto in divisa, ma dopo l’incidente la mia vita non è stata più la stessa». Così Antonio Reiner, uno degli agenti di polizia locale premiati con un encomio solenne ieri, durante la festa dei vigili che si è svolta a Bregazzana (nella chiesa di San Sebastiano per la messa celebrata dal vescovo Franco Agnesi, poi all’agriturismo i Mirtilli).

Tasso alcolemico alle stelle

Reiner – già insignito del titolo di «poliziotto coraggioso» e soprannominato bonariamente «mamma» nel Comando per la propensione a dare consigli ai più giovani – il 10 gennaio 2015 è riuscito a fermare una donna tedesca di 59 anni con un indice alcolemico sette volte superiore alla norma. Quella donna, al limite del coma etilico, guidando avrebbe potuto causare gravi incidenti. Ma l’azione è costata cara: Reiner è stato agganciato da un auto ed è rimasto imprigionato tra questa vettura e un pullman, riportando lesioni gravi agli arti inferiori.
«Non è stata una bella esperienza – è il racconto del vigile – Io e un collega ci trovavamo in piazza Monte Grappa e, intorno alle 17, ci siamo accorti di un’auto che procedeva zigzagando. L’abbiamo raggiunta e fermata in via Veratti. Ho tentato di parlare con la signora che guidava, ma questa non diceva nulla. In attesa dell’alcol test, sono riuscito a tirare il freno a mano. Cercavo le chiavi dell’auto (una Yaris con cambio automatico) per toglierle dal cruscotto, quando la donna ha schiacciato l’acceleratore». «L’auto mi è passata sopra al piede destro, per non rimanere arrotato con la spalla mi sono dovuto aggrappare al tetto – continua l’agente - Nel mentre arrivava un pullman di linea che, passandomi affianco, ha finito con lo schiacciarmi contro la vettura. Io ero bloccato tra la portiera e l’auto». Sostanziale l’aiuto di due colleghi.

«Non sentivo più le gambe»

«Andrea Mantovani si è prodigato in mille modi per darmi una mano in attesa dell’ambulanza. Marco Monticelli, non appena ha sentito alla radio “mamma help via Veratti”, è corso in mio aiuto. Ma io dicevo loro: «Ragazzi non pensate a me. Andate avanti con quello che dovete fare». La realtà, però, era che non mi sentivo più le gambe». «Oggi, a un anno di distanza, ho quattro punti di invalidità, non esco più sulla strada e sono stato spostato nell’ufficio logistica del Comando – conclude l’uomo - Il mio comandante mi è stato vicino e così i miei colleghi, ma la mia vita non è più la stessa. Prima facevo arti marziali. Oggi, finite le ore di lavoro, devo sdraiarmi sul letto per i dolori alla schiena e alla gamba».

I writers e l’incidente

Il comandante Emiliano Bezzon e l’assessore alla polizia locale Carlo Piatti hanno dato un encomio anche gli agenti che si sono occupati dell’inchiesta sui writer (i cui nomi devono rimanere nascosti) e alla squadra che è intervenuta in viale Belforte per trovare l’automobilista fuggito dopo aver investito un motociclista.
I nomi degli agenti in azione in viale Belforte sono: Salvatore Zavaglia, Massimiliano Mozzanica, Sebastiano Piscitello, Antonello Santopolo , Patrizia Lussana, Vincenzo Campisi, Alessandro Conte, Michele Prioni e Paolo Broggini.
«Ringrazio i miei agenti che mi hanno fatto passare quasi 5 anni di assessorato in maniera molto leggera. Era un assessorato difficoltoso, ma grazie alla vostra voglia di aiutare la cittadinanza, sono stati anni splendidi, che spero si ripeteranno» è il saluto di Piatti.


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