Schianto in moto. Oggi a Gorla l’addio a Fabrizio Nerva
Il gorlese Fabrizio Nerva, 47 anni, con il suo amato cane

Schianto in moto. Oggi a Gorla l’addio a Fabrizio Nerva

I funerali del motociclista morto nel drammatico incidente stradale del 26 dicembre saranno celebrati alle 16 nella chiesa di San Lorenzo

GORLA MINORE - Saranno celebrati oggi i funerali di Fabrizio Nerva, 47 anni, il motociclista gorlese morto nel drammatico incidente stradale avvenuto il giorno di Santo Stefano in via Goldoni a Lonate Pozzolo.
Le esequie saranno officiate alle 16 nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo. Quella di Fabrizio Nerva è una vicenda che ha spezzato il cuore a tutta Gorla Minore. Il quarantasettenne era infatti uscito a fare un giro in moto con il figlio Matteo, di 15 anni, approfittando della bella giornata di festa. In via Goldoni lo scontro con un’auto che svoltava per imboccare una strada laterale proprio mentre padre e figlio sopraggiungevano. Fabrizio è morto proteggendo suo figlio; ne sono tutti convinti a Gorla Minore: il quarantasettenne avrebbe in qualche modo fatto scudo al figlio con il proprio corpo. Da come tutti descrivono Fabrizio il fatto è certo. Era un uomo che amava la sua famiglia sopra ogni cosa. L’abitazione di via Pascoli l’aveva costruita lui, pezzo a pezzo, creando lo spazio perfetto per la moglie Rosanna, la figlia Michela e il figlio Matteo. Amava la moto da sempre e non aveva mai perso un giorno di lavoro. «Soprattutto – raccontano amici e famigliari – era la persona alla quale ti rivolgevi quando avevi bisogno d’aiuto. Non diceva mai no». Una disponibilità, così come l’amore i lavori manuali, che stava trasmettendo al figlio Matteo. Il quindicenne è rimasto ferito in modo grave durante l’incidente. Dopo aver superato un delicato intervento chirurgico i medici hanno finalmente sciolto la prognosi. Matteo non è più in pericolo di vita. «E’ questa la notizia che tutti aspettavamo – dicono gli amici – L’unico speranza, l’unica gioia in una vicenda dolorosissima». E oggi Gorla saluterà Fabrizio, con il solo sostegno di poter riabbracciare Matteo.


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