Sconto di pena al porno massaggiatore In Appello condanna ridotta a 24 anni
Il falso fisioterapista è da tempo irreperibile. L’ultima volta era stato avvistato a Santo Domingo

Sconto di pena al porno massaggiatore
In Appello condanna ridotta a 24 anni

Ieri a Milano è arrivata la sentenza in secondo grado nei confronti di Roberto Benatti. Nel suo studio di fisioterapista a Gallarate aveva abusato di un centinaio di pazienti

GALLARATE - Grazie alla prescrizione di alcuni reati ha ottenuto uno sconto di pena di sei anni nel processo d’appello Roberto Benatti, il falso fisioterapista e medico sportivo accusato di aver violentato un centinaio di pazienti abusando di loro dopo averli sedati con anestetici nel suo studio a Gallarate.

Da 30 a 24

I giudici della Corte d’Appello di Milano ieri hanno ridotto a 24 anni di reclusione la condanna a 30 anni inflitta in primo grado, accogliendo la richiesta del sostituto pg Laura Barbaini. Confermato il maxi-risarcimento da oltre un milione di euro per le vittime, che si sono costituite parti civili nel procedimento. Mentre sono state respinte le istanze di alcune delle parti civili, che avevano impugnato la sentenza di primo grado chiedendo un risarcimento più consistente «anche in conseguenza della gravità dei reati». La sentenza d’appello cambia poco per le sorti del “pornomassaggiatore”, che si era reso irreperibile dopo la scarcerazione ed è tuttora latitante. Era stato segnalato per l’ultima volta a Pordenone e poi a Santo Domingo, dove si era trasferito per sfuggire al carcere. Poi di lui si sono perse le tracce. L’uomo, titolare di studi con un avviato giro di clienti a Gallarate e in provincia di Belluno, era stato arrestato nel luglio 2007 con l’accusa di violenza sessuale e altri reati e poi scarcerato. I carabinieri avevano trovato nel suo computer un archivio con decine di fotografie delle parti intime delle vittime, che oltre ai racconti dei testimoni ha costituito una delle prove principali a carico di Benatti. Gli abusi erano venuti alla luce quando uno dei pazienti, nonostante fosse stato narcotizzato, si era accorto che l’uomo lo stava violentando.
Secondo l’accusa 38 persone avrebbero subito penetrazioni nelle parti intime, anche con un fallo di gomma, 57 sarebbero state palpeggiate e 11 fotografate mentre erano sotto effetto dell’anestetico.

Le vittime venivano narcotizzate

Il 24 aprile 2013 Benatti era stato condannato a 30 anni di carcere dal Tribunale di Busto Arsizio, che aveva anche stabilito il maxi-risarcimento per le vittime. Ieri, nel processo d’appello a Milano, la pena è stata ridotta a 24 anni di reclusione, a causa della prescrizione per i reati di truffa ed esercizio abusivo della professione e per l’assoluzione dall’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti, i farmaci utilizzati per narcotizzare i pazienti. I giudici hanno accolto, in sostanza, le richieste del sostituto pg, che rappresenta la pubblica accusa. A presentare ricorso in appello erano state alcune parti civili e il difensore di Benatti, l’avvocato Alberto Talamone. Secondo la linea difensiva il ’pornomassaggiatore’ non era pienamente capace di intendere e di volere, in quanto “soggetto a un impulso sessuale incontenibile e smodato”.
La richiesta era quella di applicare le attenuanti generiche, riducendo la pena inflitta in primo grado.


© RIPRODUZIONE RISERVATA