Sabato 16 Agosto 2014

Scuole e libri: i numeri di un salasso

Il ministro dell’istruzione Stefania Giannini

Che salasso la prima superiore per le famiglie. Siamo tornati «primini» e, zaino in spalla, siamo andati a scaricare le liste dei libri di sette diverse prime A di altrettanti istituti superiori della città. Abbiamo scoperto che non ci sono grosse differenze tra licei e tecnici: la cifra oscilla intorno ai 350 euro per studente. Ma quello che sorprende è che i tanto decantati e-book stentano ad affermarsi.

Il liceo più caro di Varese parrebbe essere il Manzoni con 494,65 euro: cifra che però comprende anche due testi consigliati che non devono essere acquistati per forza e che costano un bel po’ (91,54 euro il vocabolario Mariotti della lingua Italiana e 59,90 il dizionario di latino Le Monnier). Togliendo questi due volumi, la prima A del liceo delle scienze umane scende 343,21 euro. Praticamente è la stessa spesa che sosterranno gli studenti del liceo scientifico Ferraris, i cui libri tutti insieme raggiungono la somma di 346,55 euro.

Alla fine dei conti, in pole position finisce il liceo artistico Frattini, con 363,7 euro. Alcuni testi però (come la Bibbia) sono facoltativi. Curioso notare che non è storia dell’arte – con manuali che si immagina ricchi di tavole e pagine a colori – la materia più costosa, ma italiano, con un bel tomo da 32 euro.

Al classico Cairoli la spesa dei libri ammonta a 339,8 euro. Come all’Itpa Casula, i cui libri costano 340 euro. Più economico iscriversi in prima A al Daverio (indirizzo amministrazione, marketing e finanza): 304,8 euro.

La sezione musicale del Manzoni è abbastanza economica: 331,35 euro, ma gli strumenti musicali sono esclusi. Il liceo che prevede l’adozione di più libri digitali sembrerebbe essere il Ferraris, senza che però la scelta abbatta davvero il prezzo. Per il resto, sono poche le scuole che hanno scelto gli e-book. Strumenti che consentirebbero la fruizione di ipertesti, filmati, contenuti interattivi. Peccato che nella realtà le cose non stiano proprio così.

«Credo che si debba fare ancora molta strada nel campo dell’editoria elettronica - afferma Salvatore Consolo, preside del classico Cairoli - Due anni fa avevamo adottato gli e-book ma poi abbiamo dovuto fare un passo indietro e siamo tornati al cartaceo. Gli e-book oggi sono un problema. Costano mediamente solo 2 euro in meno rispetto ai libri in formato cartaceo e non forniscono allo studente nessuno strumento di apprendimento in più. Molto spesso gli e-book sono libri normali in pdf. Come se non bastasse: gli e-book hanno una data di scadenza (un po’ come WeTransfer, per intenderci). Dopo tre anni non possono più essere scaricati e vanno persi, mentre il libro cartaceo dura per sempre».

«Per la scelta dei libri dipende dalla didattica che si vuole adottare. Nella nostra scuola preferiamo potenziare l’uso della lavagna elettronica e tenere i libri in formato cartaceo o misto (con cd e contenuti online)» afferma Giovanni Ballarini, dirigente del Manzoni.

Il ministero stabilisce i tetti di spesa al di sotto dei quali deve mantenersi il costo dei libri: per le prime superiori è stato deciso di contrarre del 30 per cento la spesa rispetto all’anno precedente. Colpisce che molti istituti prevedano l’adozione di libri di educazione fisica che costano più di 20 euro. Saranno davvero indispensabili alla didattica?

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