Siluro di Maroni sul dossier: «È propaganda elettorale»
Il governatore Roberto Maroni all’inaugurazione della tangenziale di Varese

Siluro di Maroni sul dossier: «È propaganda elettorale»

Pedemontana - Fasce tricolori leghiste in rivolta per la presa di posizione di Provincia e sindaci di centrosinistra

VARESE - Dossier Pedemontana, la bocciatura del governatore Roberto Maroni: «Iniziativa da campagna elettorale, a cui hanno partecipato solo i sindaci del Pd. Prendono solo in giro i cittadini». Anche perché sulle opere compensative «il Ministero non c’entra niente». Duri anche i sindaci della Lega: «Se avessi saputo prima che utilizzavano la relazione a fini elettorali, ci avrei pensato su due volte prima di condividerla» ammette il sindaco di Morazzone Matteo Bianchi. Forse era inevitabile, ma ancora una volta il “caso” Pedemontana diventa oggetto di baruffa politica tra i due schieramenti. E le amministrazioni locali, che provano a fare fronte comune per risolvere i problemi, finiscono per essere inghiottite nel tritacarne della contrapposizione tra partiti. Perché ormai il rimpallo di responsabilità tra Roma, dove governa il Pd, e Milano, dove comanda la Lega, è una costante della travagliata storia di questo sistema autostradale che, è l’unica certezza, per ora sta facendo clamorosamente flop sotto vari punti di vista.

A proposito del dossier su compensazioni, mitigazioni e pedaggi, annunciato giovedì a Villa Recalcati alla presenza del presidente della Provincia Gunnar Vincenzi e di un gruppo di sindaci di area centrosinistra, il governatore Maroni commenta così: «Siamo in campagna elettorale, io faccio il presidente della Regione e queste cose da campagna elettorale mi fanno sorridere. Non porteranno a nessun risultato». Anche perché, fa notare Maroni a proposito dei ritardi sulle compensazioni sollevati dai sindaci, «la società Pedemontana ha fatto e sta facendo, mentre il Ministero delle Infrastrutture non c’entra. Le opere compensative di Pedemontana sono già state stabilite ed è la società Pedemontana che se ne occupa». Per Maroni il mittente del dossier è sbagliato, così come anche il metodo: «Infatti - l’affondo del governatore - sono andati solo i sindaci del Pd: sono cose da campagna elettorale che prendono in giro i cittadini. Peggioreranno le cose? No, perché io non mi abbasso a queste cose. Dopodiché io risolvo i problemi, non sto dietro a polemiche senza fondamento».

Sulla stessa lunghezza d’onda Matteo Bianchi, sindaco di Morazzone, altro Comune coinvolto direttamente: «Una passerella dei sindaci di centrosinistra in tipico stile renziano - afferma l’esponente leghista - La relazione era condivisa, ma la prossima volta prima di condividere qualcosa con alcuni sindaci di centrosinistra ci penseremo su due volte, perché se viene utilizzata a fini elettorali per le passerelle dei sindaci del Pd non ci sta assolutamente bene. E ora, se andranno a portare questo dossier dal ministro Delrio prima del 5 giugno, rischiamo di vedere un’altra passerella di partito. Pura propaganda elettorale».


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