“Solo” minacce: un anno al focoso ex
I camper bruciati nel gennaio 2014: per l’accusa fu un incendio appiccato da Vallorini e sfuggitogli di mano, ma la sentenza non ha accolto la tesi

“Solo” minacce: un anno al focoso ex

I fatti avvennero a Luino: cadono nella sentenza di primo grado le accuse di stalking e incendio doloso. La vittima nell’ultima udienza aveva perdonato e baciato appassionatamente in aula l’imputato 30enne

LUINO - Condanna a un anno per Stefano Vallorini: il luinese di 30 anni dichiarato colpevole in primo grado solo per l’accusa di minacce. Assolto per i capi di imputazione di stalking e incendio doloso. Vallorini si era visto perdonare in aula dalla ex fidanzata, che al giudice aveva dichiarato di volere rimettere la querela relativa agli atti persecutori, abbracciando l’imputato e baciandolo con passione al termine dell’udienza. Per il gup di Varese l’accusa non ha provato un collegamento diretto tra Vallorini, che ha precedenti per tentato omicidio e rapina, e gli incendi che la procura gli contesta di avere appiccato.

L’addio e la rabbia

Di qui l’assoluzione per questo capo di imputazione, con soddisfazione dell’avvocato difensore Corrado Viazzo: «Il mio assistito ha sempre negato gli addebiti contestati. Ha sempre detto la verità». La vicenda inizia nel dicembre 2013, quando la ragazza lascia l’uomo, forse perché troppo geloso e possessivo. Secondo l’accusa Vallorini non tarda a reagire. Il 4 gennaio 2014 a Luino viene registrato l’incendio doloso di un cassonetto per i rifiuti non lontano dall’abitazione della ragazza. Che, nel frattempo, ha continuato a ricevere chiamate e sms di minaccia, anche nei confronti dei suoi familiari, ritrovandosi spesso l’ex a pochi metri di distanza. È la giovane che denuncia l’ex fidanzato, accusandolo di atti persecutori contro di sé e contro i propri familiari. Da lì prendono il via le indagini coordinate dalla procura di Varese. Il 20 gennaio 2014 arriva il gesto più eclatante che l’autorità giudiziaria contesta a Vallorini: il luinese avrebbe appiccato l’incendio devastante che ha ridotto in cenere il ricovero camper di via Dumenza a Poppino. Nel rogo sono andati distrutti nove camper, due caravan, due carrelli tenda e una piccola imbarcazione. Il danno, stando a una stima al ribasso, supera il milione di euro.

Fiamme in sequenza

Secondo gli inquirenti il vero obiettivo di quell’incendio devastante è il camper intestato al padre della ragazza. Sempre per l’accusa, Vallorini accusava il padre della giovane di essersi intromesso nella sua relazione con la figlia causandone la fine. Il rogo sarebbe però sfuggito di mano a chi l’ha provocato, causando un danno di molto superiore al,previsto. E ancora il 9 agosto 2014, in un secondo incendio a Voldomino vanno distrutti tre auto e un motorino. Anche in quel frangente alcuni dei mezzi non solo sono intestati al padre della giovane, ma vengono utilizzati dalla ragazza. A conclusione dell’inchiesta, nel novembre 2014, Vallorini viene arrestato. Il gip convalida l’arresto, confermando in prima istanza la custodia cautelare in carcere, nonostante il 30enne neghi di aver mai perseguitato la ex e soprattutto di aver appiccato degli incendi, e dichiari di essere stato lui, in alcune occasioni, vittima di comportamenti sopra le righe da parte della fidanzata. L’epilogo del processo settimana scorsa: il pubblico ministero chiede una condanna a quattro anni di carcere per Vallorini. L’avvocato Viazzo invece punta sull’assoluzione per il suo assistito. In quella stessa udienza la ex fidanzata dichiara a sorpresa di voler ritirare la querela, mostrando anche un certo affetto nei confronti dell’imputato.la sentenza di condanna a un anno prescinde da questa dichiarazione. Ora si attendono le motivazioni.


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