Giovedì 10 Aprile 2014

Spari al barista di Leggiuno

Otto anni a Paolo il Sardo

I carabinieri davanti al bar Zodiaco a Leggiuno, teatro della sparatoria

Sparatoria al bar Zodiaco di Leggiuno: Paolo il Sardo condannato a otto anni di carcere. La sentenza pronunciata ieri pomeriggio dal giudice per l’udienza preliminare Stefano Sala. Paolo Frau, 35 anni, che materialmente sparò a Marco (detto Mirco) Vendramini, titolare del locale dove l’11 maggio scorso si consumò il delitto, si è visto confermare l’accusa di tentato omicidio.

Il difensore Augusto Basilico aveva chiesto la derubricazione del reato in lesioni gravissime: «È stato accertato che i colpi d’arma da fuoco, una 38 Special, sono stati esplosi contro Vendramini da un metro di distanza. Da quella distanza e con quel calibro – ha spiegato il legale – se ho intenzione di uccidere qualcuno riesco a farlo senza problemi. Sparandogli alla testa, non alle gambe e alle braccia. Io non credo ci fosse assolutamente la volontà omicidi aria». Il gup ha deciso diversamente, confermando sostanzialmente la pena chiesta dal pubblico ministero Luca Petrucci, titolare delle indagini. Il pm aveva chiesto una condanna a otto anni e quattro mesi. I due fiancheggiatori di Frau, giudicato con rito abbreviato, hanno invece chiesto di patteggiare. A loro non è stato contestato il tentato omicidio in concorso. Il giovane Salvatore Caruso, che quella sera portò con la sua auto Frau al bar Zodiaco e poi ne garantì la fuga con la stessa macchina, ha patteggiato una pena a due anni e sei mesi di detenzione. Costantino Salcone, assistito come Caruso dall’avvocato Romana Perin, ha patteggiato a tre anni di reclusione. Mentre Caruso fu arrestato poche ore dopo la sparatoria, Salcone si rese latitante insieme a Frau. Entrambi furono catturati dai carabinieri del comando provinciale di Varese dieci giorni dopo la sparatoria.

Salcone è stato trovato nelle vicinanze di Arezzo, sua zona d’origine, nascosto a casa di una ex fiamma. Frau, si era nascosto sempre in Toscana, a Bibbiena, in una comunità di pastori. Lì aveva trovato ospitalità e protezione in un casolare isolato tra l’altro difficilissimo da controllare per i militari che lo sorvegliavano in attesa di entrare in azione. Basilico ha già annunciato il ricorso in appello. A Vendramini, costituitosi parte civile e assistito dall’avvocato Fabio Ambrosetti, il gup ha assegnato una provvisionale pari a 20 mila euro. Con il risarcimento del danno da definirsi in sede civile: «In seguito alle ferite riportate – ha detto Ambrosetti – Il mio assistito è invalido in una percentuale che sfiora il 40%».

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