«Stop agli antibiotici negli allevamenti»

«Stop agli antibiotici negli allevamenti»

Alla Statale di Milano Coop Italia ha incontrato la comunità scientifica per discutere sul tema

Un megafono per veicolare sempre più in là il messaggio e per sensibilizzare il maggior numero di persone. Questo lo spirito e lo scopo dell’incontro andato in scena alla facoltà di Veterinaria dell’Università degli Studi di Milano. Al tavolo del convegno si sono seduti Coop Lombardia e Coop Italia insieme alla comunità scientifica e agli esperti, radunando nella sede di via Celoria oltre 400 persone divisi tra studenti, soci e cittadini.

Si chiama “Alleviamo la salute” la campagna su cui Coop, in stretta collaborazione con le istituzioni, sta fortemente puntando. Al centro del progetto la volontà di contribuire, concretamente, a contrastare l’utilizzo di antibiotici negli allevamenti di animali da reddito.

«Tutti gli enti internazionali a partire dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Autorità Europea per la sicurezza alimentare, oltre ai ministeri italiani competenti - ha spiegato il presidente di Coop Lombardia Daniele Ferrè - hanno da tempo lanciato l’allarme riguardo la necessità di ridurre l’abuso e l’uso non corretto degli antibiotici nell’allevamento degli animali da reddito per preservare la salute pubblica. Nella nostra campagna sono coinvolti 1600 allevamenti. Questa settimana apriremo le porte degli allevamenti a visite, per far capire ai consumatori la filiera, gli allevamenti che si dotano di telecamere, l’impegno per il benessere animale».

Cosa fare? Come intervenire? Le parole chiave sono “competenza” e “produzione etica”. Intervenuti durante il convegno, sono stati Luca Speciani, medico specialista in alimentazione, e Valentina Ferrante, Valentino Bontempo, Anna Sandrucci, professori della Statale di Milano, e Luigi Bonizzi, microbiologo e ordinario di malattie infettive degli animali domestici, ad inquadrare da un punto di vista generale la situazione.

«A inizio secolo gli allevamenti erano antibiotic-free, ora ne usiamo troppi, dobbiamo fare retromarcia – ha sottolineato il professor Bonizzi – Servono competenze elevate e alternative per una produzione etica, sostenibile e consapevole. Le strade da intraprendere per la prevenzione sono diverse: esiste la competizione batterica, per esempio. L’università deve essere in prima linea per la formazione delle professionalità e per l’informazione. Serve un’azione sinergica».

Quello dell’utilizzo degli antibiotici nell’allevamento è un problema che, per essere affrontato e risolto con competenza ed efficacia, ha bisogno di un interesse sempre più elevato da parte di istituzioni, privati, associazioni, comunità scientifiche, professori e ricercatori.

«Cercare di ridurre e di eliminare completamente l’uso degli antibiotici negli allevamenti è un progetto complesso che richiede un cambiamento strutturale e gestionale – ha ribadito Maura Latini, direttore generale di Coop Italia – è un problema di salute pubblica. Per questo abbiamo coinvolto la scienza, l’università, i medici dell’Asl e stiamo facendo la nostra parte. Ma non vogliamo essere soli su questa strada, speriamo che altri ci seguano».


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