Ucciso ai Caraibi, rabbia e dolore. «Marco resterà nei nostri cuori»

Ucciso ai Caraibi, rabbia e dolore. «Marco resterà nei nostri cuori»

Le parole d’addio dei familiari di Cotza: «Chi l’ha conosciuto non potrà dimenticarlo». In corso le pratiche per il rimpatrio della salma. La città si stringe intorno ai parenti

SARONNO - «Marco resterà nei nostri cuori, e in quelli di chi l’ha conosciuto, con tutta la sua vitalità». Sono le parole di addio che i familiari di Marco Cotza fanno pervenire a tutti gli amici e conoscenti che negli ultimi due giorni hanno riversato tutto il loro affetto e vicinanza, non appena si è diffusa la notizia della sua tragica morte nella Repubblica Dominicana. A parlare, per formare una sorta di cordone attorno alla famiglia Cotza, è ancora una volta solo l’avvocato Laura Manzella, legale della famiglia. «I familiari di Marco Cotza sono affranti dalla disgrazia che li ha colpiti - fa sapere in una nota - Marco resterà nel loro cuore, e nel cuore di tutti coloro che lo hanno conosciuto, con tutta la vitalità che lo ha contraddistinto». Il legale parla a nome della mamma Giampaola, del padre Benigno, delle tre sorelle Michela, Marina e Miranda, dei cognati e dei nipoti, che «si stringono in un forte abbraccio con tutti coloro che partecipano al loro dolore».

Genitori e sorelle molto conosciuti

Lo choc in città è grande: la famiglia è molto conosciuta. Le sorelle di Marco ieri hanno aggiornato i loro profili sui social network pubblicando delle foto in compagnia del fratello scomparso. Nel frattempo, informa la famiglia Cotza, «si stanno completando le pratiche per il rimpatrio e, appena possibile, verrà comunicato il giorno in cui saranno celebrate le esequie». La salma di Marco è conservata all’Istituto di Patologia Forense della città di Santiago, dove è stata sottoposta all’autopsia, che ha certificato il decesso causato da violenti percosse, forse dovute a delle sprangate. Ribadendo che «in questi momenti la riservatezza familiare ed il raccoglimento sono necessari alla famiglia per meglio affrontare il dolore» e sottolineando che «in questi giorni vi sono persone che hanno sostenuto la famiglia ed a tutti va un grande ringraziamento».

«Grazie a chi ci è vicino»

La famiglia di Marco Cotza ci tiene anche a ringraziare le istituzioni, che da giorni stanno seguendo con grande attenzione la tragica vicenda. «In particolare la famiglia sente la necessità di ringraziare il Console Vicario dell’Ambasciata d’Italia a Panama, dottor Luigi Antonio Cesario (a Santo Domingo non vi è una sede dell’ambasciata d’Italia, ma competente per giurisdizione è l’Ambasciata di Panama, ndr), il Vice Console onorario della circoscrizione di cui fa parte la città di Jarabacoa, dottor Mauro Sgarzini, e tutti i collaboratori in loco per l’assistenza e la collaborazione. Non da ultimo un ringraziamento al Comandante della Stazione dei Carabinieri di Saronno, Luogotenente Diego Salvia, che è stato di grande aiuto e sostegno: la sua professionalità è stata sottolineata anche dal Console Vicario dell’Ambasciata d’Italia a Panama».
Da un punto di vista giudiziario, non emergono particolari novità: è ancora in carcere l’omicida reo confesso, il 22enne Yankaury Abreu Cepeda, residente a Jarabacoa, la città dove Cotza era ospite nell’hotel Brisa del Yaque, all’esterno del quale è stato colpito a morte dal giovane “indigeno” per quelli che lo stesso Abreu ha definito «motivi personali».


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