Lunedì 23 Settembre 2013

Una mantide-mamma a Varese

Ma tranquilli, ha le ore contate

VARESE - Un grosso esemplare di mantide religiosa fotografata a Masnago

Questa è la stagione delle mantide religiose “incinte”. A.

Perché la mantide religiosa, sebbene molto frequente nell’immaginario comune, non è un insetto che si trova comunemente in giro.

Ma Carlo Morelli, entomologo che collabora con l’università dell’Insubria, assicura che non si tratta di nulla di eccezionale: «Vista una, guardando bene, se ne trovano tante».

Il segreto, dunque, è sapere dove cercare.

«Sono insetti tipici di ambienti prativi. È lì che vivono gli invertebrati che costituiscono il cibo preferito delle mantidi – continua l’esperto - È frequente trovarle alle pendici del Campo dei Fiori. Hanno colorazioni mimetiche, tra il verde e il marrone, e si confondono con la vegetazione».

In questa stagione le mantide appaiono “panciute”. E’ perché portano in grembo una “ooteca”, ovvero un ammasso di uova protette da una “busta”. Una “guaina” che consente alle uova di superare la stagione invernale. Le uova, infatti, vengono deposte adesso, ma si schiuderanno in primavera.

Chi si dovesse imbattere in una mantide in questi giorni, deve sapere che l’insetto – che in alcuni Paesi europeo è protetto – ha le ore contate. La femmina, infatti, muore qualche ora dopo aver deposto le uova. Il maschio, invece, è già morto prima, alla fine dell’estate, divorato dalla femmina che si mangia la sua testa dopo l’accoppiamento. Tale istinto uxoricida è collegato alla necessità della femmina di avere sufficienti proteine per produrre le uova. Dalla sua, il maschio, dopo aver fecondato la femmina, ha terminato il suo compito riproduttivo e la sua vita può terminare.

Detta così, sembra una vicenda a tinte noir. Ma niente paura.

«Non si tratta di un insetto pericoloso – continua Morelli – Meglio comunque evitare di prenderlo in mano perché la mantide è dotata di zampe raptatorie che possono afferrare la prenda, stringerla e pungerla. Ma anche se ciò accadesse, non c’è da spaventarsi. Le mantidi non iniettano veleno».

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