Varese senza giudici, stop ai processi

Varese senza giudici, stop ai processi

«In questa città pare sia impossibile riuscire a farsi processare». È l’amara considerazione di un imputato che sperava ieri mattina di veder celebrato il suo processo. «Di rinvio in rinvio sta diventando logorante»

VARESE - Settimana scorsa gli avvocati penalisti erano insorti: 66 processi rinviati in una mattinata senza che fossero avvisati. Questa volta l’avviso c’è stato ma la sostanza non cambia. «Da lunedì – spiegano – praticamente non siamo riusciti a veder celebrare nessuna delle nostre udienze» commentavano ieri.
Questa settimana sono stati calendarizzati tre giorni di rinvii: martedì, tutto rinviato, mercoledì (ieri), rinviati nove processi, e oggi sarà esattamente la stessa cosa. Martedì il giudice Ottavio D’Agostino non era in aula per problemi di salute. Ieri mattina il giudice Anna Azzena presiedeva la corte d’assise davanti alla quale si discute l’omicidio di Roberto Colombo. Contemporaneamente, però, avrebbe dovuto celebrare le udienze del tribunale monocratico. Oggi sarà la volta delle udienze del giudice Andrea Crema, trasferito ad altro incarico. In tutto una cinquantina di processi.
E i rinvii non sono a breve termine: ieri si parlava del 15 gennaio, ad esempio. Sei mesi. «La situazione è disarmante – spiega Patrizia Esposito, presidente della camera penale di Varese – È praticamente diventato impossibile lavorare, per noi. E poi c’è il risvolto più importante: la difficoltà di poter garantire giustizia ai cittadini». In astratto per alcuni reati potrebbe profilarsi il rischio di prescrizione. «Non solo – dice Esposito – Una giustizia che non genera giustizia in tempi brevi è una giustizia inefficiente».
Il punto è connesso alla carenza di organico tra i magistrati. Mancano i giudici ed è impossibile riuscire a coprire i ruolini d’udienza per almeno tre giorni a settimana. La situazione vale anche per i collegi: «Un collegio, tre giudici, deve avere garanzia di durata per tutto il processo – spiega Esposito – Altrimenti si rischia di dover far ripartire tutto da capo». La situazione potrebbe migliorare a fine ottobre con l’arrivo, forse, di due nuovi giudici non togati. La presidenza del tribunale, interpellata, non intende commentare.


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