Weekend perfetto, Busto promossa
Il Museo del Tessile pavesato a festa per il raduno delle penne nere: un’emozione condivisa da tantissimi comuni cittadini (Foto by varese press)

Weekend perfetto, Busto promossa

Alpini protagonisti del fine settimana: sono arrivati in 22mila da tutta Italia, accoglienza da manuale. Il centro città invaso dai cappelli verdi, tra l’entusiasmo della folla. Farioli: «Siete esempio per i giovani»

In quarantamila per gli Alpini che sfilano tra gli applausi per le vie della città. Sono state più di 22mila le penne nere arrivate a Busto Arsizio per il raduno del 2° Raggruppamento: una grande festa di popolo. «Siete bellissimi» il “benvenuto” del sindaco Gigi Farioli dal palco del Museo del Tessile, di fronte ad una distesa di penne nere.
I numeri, per ora ufficiosi, sono impressionanti. Quasi 250 pullman giunti a Busto Arsizio per la sfilata di ieri. Oltre 22mila gli Alpini in parata per le vie della città, arrivati persino dall’Abruzzo. «Erano circa 25mila» secondo il capogruppo Franco Montalto, in base alle stime fatte con i “contafile” e sulla scorta delle proporzioni degli anni passati in base ai mezzi di trasporto usati.

Numeri da record

Di certo è stato battuto il numero di ventimila dell’edizione 2014 di Monza. «Non ce l’aspettavamo, ma la soddisfazione è enorme - ammette Montalto - È stato un lavoro impegnativo, abbiamo avuto la fortuna di non trovare la pioggia».
Ma più che i numeri, conta l’entusiasmo che si è percepito per le strade della città. Già dal primo mattino, quando attorno al Museo del Tessile, dove era previsto l’ammassamento, gli Alpini riempivano i bar (tutti premuniti con forniture di grappa per le correzioni dei caffè), mentre in via Galvani le fanfare iniziavano a provare i loro brani.
Il colpo d’occhio del parco del Museo del Tessile, con le sezioni ciascuna al suo posto e con labari e bandiere già in alto, è stato subito spettacolare. «Siete bellissimi - l’ideale abbraccio a tutti gli Alpini da parte del sindaco Gigi Farioli - Vi saluto con le mani vuote ma con il cuore ricco di gratitudine».
Visibilmente “gasato” dalla distesa di penne nere che gli si parava davanti, il primo cittadino ha dato il meglio di se stesso: «Questo raduno è un regalo che fate al nostro presente nella speranza di un futuro migliore. Non è nostalgia di un passato, ma amore per un’umanità vera. Ci ricordate che non veniamo dal nulla e che non siamo destinati al nulla».

«È qui la capitale»

Non poteva mancare, da parte del sindaco, un riferimento alla storia tessile della città, di cui il Museo del Tessile, emblema della «laboriosità bustocca», è custode: «Tenete fisso l’ordito della fedeltà e flessibile la trama di valori da diffondere alle giovani generazioni».
Sul palco ci sono anche i rappresentanti di Provincia e Regione, il consigliere provinciale Valerio Mariani e quello regionale Luca Marsico, che ammette: «Oggi Busto è davvero capitale».
«Siamo orgogliosi di accogliervi - afferma il prefetto di Varese Giorgio Zanzi - Questo territorio prova attaccamento e riconoscenza nei confronti dei nostri Alpini in armi, che contribuiscono al prestigio del nostro Paese nel mondo, e del ruolo essenziale che svolgono nel sistema di protezione civile e a difesa dei più deboli».
I più orgogliosi sono i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Alpini: Luigi Bertoglio, presidente della sezione di Varese, organizzatrice ufficiale dell’adunata bustocca, ricorda che «gli Alpini sono un esercito di popolo» e si esprime per il ritorno della leva, perché «la naja alpina è stata una grande lezione di educazione civica. Servire con il cappello alpino permette di sentirsi cittadino, con consapevolezza e responsabilità. Imparando il passo del reparto, per il quale non si lascia indietro nessuno».
Il ruolo sociale e civile degli Alpini viene rivendicato anche dal presidente nazionale Sebastiano Favero: «Sappiamo sempre rispondere presente. Con il sorriso. Mettiamo cuore e disponibilità totale nei confronti degli altri e della nostra Patria. Oggi più che mai».

Lo spettacolo per le strade

Il vero spettacolo è la sfilata, che attraversa tra gli applausi le vie della città per passare sotto la tribuna delle autorità in piazza San Giovanni: in tutto più di un’ora e mezza, tra fanfare e penne nere, richiami alla liberazione dei marò, la corsa dei parà con un paracadute vero e foto-ricordo.
Ci sono molti sindaci e anche tanti giovani. E Teresa, il mulo mascotte della sezione di Varese. A chiudere la sfilata il gruppo di Busto Arsizio, accompagnato dalla sua fanfara. «Busto si è colorata di verde. Verde alpino» ammette lo speaker dal palco.
Busto Arsizio, per come è stata impeccabile, sembra pronta per un’adunata nazionale. «Un passo alla volta. Chissà...» lo spiraglio del capogruppo Montalto.


© RIPRODUZIONE RISERVATA